Non abbiamo idea se, nella povera realtà della nostra città, ci siano e quante siano le persone in condizione di essere beneficiari di misure di sostegno al reddito.
Con il progetto #diamociunamano del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, questi agrigentini avrebbero la possibilità di sentirsi utili alla città e partecipare attivamente alla vita sociale in diversi settori,questi i principali:
Accoglienza e inserimento sociale di soggetti svantaggiati e vulnerabili
Accompagnamento e assistenza sociale
Assistenza sanitaria e socio-sanitaria
Cultura, turismo e ricreazione
Educazione ed istruzione
Inclusione sociale e pari opportunità
Promozione della cittadinanza attiva e partecipata
Protezione civile
Protezione dell'ambiente
Sport
Sviluppo economico e coesione sociale
Tutela e protezione dei diritti e contrasto alle discriminazioni
Tutela e valorizzazione del patrimonio artistico e cultura
Lo Stato con l'articolo 12 del decreto-legge 90 del 2014 prevede che: "i soggetti beneficiari di misure di sostegno al reddito possano essere invitati a rendersi disponibili, in forma volontaria, per essere coinvolti in attività di volontariato a fini di utilità sociale in favore della propria comunità, nell'ambito di progetti realizzati congiuntamente da organizzazioni di terzo settore e da comuni o enti locali.
Per avviare concretamente questa iniziativa ed assicurare la verifica dei risultati, è importante che i comuni e le organizzazioni forniscano ai cittadini ogni utile informazione sulle finalità e sulle caratteristiche di questa nuova misura.
Una volta acquisita la disponibilità del soggetto e verificato il possesso dei requisiti, l'organizzazione di terzo settore potrà richiedere all'Inail l'attivazione della copertura assicurativa a valere sulle risorse dell'apposito Fondo nazionale istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali."
Le pagine del Ministero del Lavoro, dove comuni e associazioni possono registrare i loro progetti, è questo:
Può essere uno strumento utile se c'è una progettazione mirata ai bisogni della città.
E' un modo per misurare la buona volontà dei cittadini.
Ci lamentiamo della classe politica/dirigente: ci comporteremmo diversamente?
Possiamo lavorare con abnegazione?
Mettiamoci in gioco.
Sempre che il Comune decida di darcene la possibilità, dopo aver bocciato il regolamento per l'inserimento della cittadinanza in un ruolo attivo per la cura dei beni comuni.
Abbiamo comunicato alla Commissario, tramite PEC al protocollo, l'esistenza di questa possibilità per il Comune.