domenica 19 gennaio 2014

Richiedete a Girgenti Acque la restituzione della cifra inerente la remunerazione del capitale

Clicca qui per avere il modulo
puoi mandarlo via posta certificata a girgentiacque@pec.girgentiacque.com, all'Ato idrico atoidricoag9@pec.it, al sindaco di Agrigento :servizio.protocollo@pec.comune.agrigento.it e per conoscenza, via e mail, a info@autorità.energia.it

28 milioni di cittadini, nel Giugno 2011, si sono recati alle urne e hanno espresso la loro volontà: nessuna remunerazione del capitale nella tariffa del servizio idrico.
La Corte Costituzionale ha ribadito che l’esito referendario era immediatamente attuabile già da luglio 2011.
Ad  oltre 2 anni dal Referendum cosa è successo ad Agrigento?
Fino al 31/12/2011 sono state applicate le tariffe definite dai comuni, dove la remunerazione del capitale non era presente.
Il Commissario ad acta nell’approvazione della tariffa per il 2012 ha deciso che le somme destinate alla remunerazione del capitale, dato che il referendum creava un vuoto legislativo, sarebbero state accantonate fino a nuove indicazioni, 

queste cifre seppure piccole, devono essere restituite.


Nel 2013, la tariffa (sembra) sia stata calcolata con il metodo transitorio MTT, che non considera la remunerazione.
Il calcolo delle tariffe è avvolto nel mistero. Gli allegati che contengono cifre e applicazioni del metodo non sono sul sito del ATO, indisponibili al pubblico.

In ogni caso, ribadiamo, vanno restituite le esigue cifre  riferite ad un anno di accantonamento della remunerazione del capitale, quelle prelevate con le bollette del 2012. 
Speriamo che i garanti ufficiali dei consumatori abbiano vigilato e controllato che sia sempre rispettata, come impone la legge, l’equivalenza tra il corrispettivo da pagare e la prestazione del servizio effettuato.
La nostra percezione è che l’acqua sia cara.
Non possiamo bere l’acqua che ci arriva a casa e l’erogazione viene effettuata solo per qualche ora e non tutti i giorni.
In bolletta, possiamo notare che le cifre dei consumi sono irrisorie rispetto agli altri balzelli.
Se andiamo a sommare, all’esosa bolletta idrica, i costi dell'acqua acquistata per uso alimentare, il tempo e la fatica persa nell'approvvigionamento la cifra si eleva. Se sommiamo il valore dell’energia elettrica consumata da eventuali pompe che movimentano l’acqua per rifornire i nostri rubinetti, il costo del “servizio idrico” lievita. Potremmo anche inserire nel conto le cifre relative all’ammortamento di recipienti, tubature e pompe acquistate per non rimanere senza il prezioso liquido. Preziosissimo per quanto ci costa!!

Le cifre accantonate, tra l'altro esigue, ci dovrebbero essere restituite automaticamente, almeno così è successo altrove in Italia. Qui, in mancanza di associazioni a difesa del consumatore che, eroicamente, ne difendano la causa, ci tocca far da noi e mandare una letterina al gestore idrico che è dotato di posta certificata girgentiacque@pec.girgentiacque.com.
Non vi costa nulla, quindi, richiedere quanto indebitamente accantonato.

Altre utili indicazioni potete trovarle qui





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