sabato 5 aprile 2014

Rupe Atenea, non solo antenne

Un panorama mozzafiato salendo in alto, fino alla Rupe Atenea. 
I templi, il mare, la campagna verde. 



Il sito, inoltre, è forse il più importante per valenza storica e archeologica della città di Agrigento. Situato nel punto più alto della città, nella collina orientale che da esso prende il nome, questo luogo offre un panorama di rara bellezza. Si  ammira da qui, per intero, l'organizzazione della città classica. I magnifici templi sono proprio di fronte, le meravigliose opere idrauliche accanto e nell'orecchio di chi guarda iniziano a riecheggiare le frasi celebri dei visitatori importanti, di coloro che nei secoli hanno amato e osannato questo paradiso.  Bene, ecco invece ciò che succede nel 2013. Ecco lo scempio perpetrato da chi amministra negli ultimi 30 anni: una terribile costruzione abusiva che ha inglobato l'antico acquedotto pubblico, rimasta del tutto incompiuta e ormai nel totale disfacimento. Il tutto nell'assoluto silenzio di chi doveva vigilare, anzi lasciata al controllo totale di certi elementi che ricordano la vecchia mafia rurale e che scrutano e controllano chiunque abbia intenzione di visitare il luogo. 













Una terribile sensazione aggravata dalla presenza invadente di gigantesche antenne e parabole con tanto di scritte RAI. Ecco, un altro bell'esempio di  coabitazione stato - mafia che insieme depredano gli onesti di un luogo in cui natura e cultura sarebbero prodighe di sviluppo economico e posti di lavoro. Come non pensare al tesoro scientifico e storico che offrono le strutture ipogeiche del V° secolo a.C.?  Come non coinvolgere centri di ricerca o università straniere nello studio e anche nella rivelazione di luoghi che ancora non hanno spiegazioni? Perchè è anche di questo che si tratta: la Rupe Atenea è ancora un mistero, nessuno sa se sia sede di templi maestosi come si potrebbe essere portati a pensare. Gli studi più recenti risalgono a due secoli fa e potrebbero essere rivelatori di una storia infinita che arricchirebbe il nostro patrimonio culturale ed economico. Quando si pensa al turismo mordi e fuggi, come non pensare ad uno sviluppo turistico che incrementi l'offerta  aumentando i tempi di permanenza? Come non pensare a presentare questo ed altri innumerevoli gioielli  al turista per una visita indimenticabile da raccontare al suo ritorno? Come lontane appaiono Taormina e Cefalù! Qui da noi miseria e servilismo perdurano immutati e, in mano a questi signorotti, gentaglia inetta e senza lumi, questo immenso tesoro si sgretola e perde tutto il suo splendore.

Dal Web con amore, nonostante tutto, per questa città




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