domenica 29 giugno 2014

Stato dell'arte Registro dei Tumori Agrigento

Giovedì 26 Luglio nella sala Giambecchina dell'ex Collegio dei Filippini si è tenuto l'incontro sul tema del Registro Tumori nella città capoluogo, organizzato dai consiglieri appartenenti alla III commissione del comune di Agrigento.
Il Dott Scondotto del Dipartimento Attività Sanitaria Osservatorio Epidemiologico ha messo in evidenza come il rischio ambientale rappresenti il 20% del rischio che ogni individuo ha di incorrere nella malattia mentre il 50% afferisce alla genetica e allo stile di vita di ognuno.
Sicuramente, l'invecchiamento della popolazione e le attività di screening, con la sovradiagnosi, portano alla luce un incremento che c'è ma non è, quindi, necessariamente legato all'ambiente in cui si vive.
Agli organi regionali arrivano giornalmente appelli da parte della popolazione di tutti i territori siciliani per l'eliminazione di svariate cause ambientali che potrebbero causare l'aumento della malattia. Questa sensazione potrebbe essere verificata dai dati presentati nei Registri.
L'apparato regionale ha composto a fine 2013 un'atlante regionale i cui dati possono essere trovati qui:
In "Materiali e metodi", pag 12, si trova che: "Per le .province di Agrigento ed Enna sono stati calcolati i casi attesi in base ai tassi medi calcolati sulla Regione". 
Il registro tumori della provincia, accorpato all'esistente registro di Trapani nel 2009, non è quindi ancora attivo. 
La dottoressa Candela è la responsabile della redazione del registro tumori e con 4 addetti (lei compresa) deve vigilare su un territorio di oltre 876mila abitanti. I finanziamenti per il Registro ci sono ma il blocco delle assunzioni non consente di avere del personale a tempo indeterminato ma solo di passaggio, con perdita di tempo e di competenze preziose perché il personale formato deve andare via dopo qualche mese.
Ogni giorno 4 addetti (non a tempo pieno occupati con il Registro) devono affrontare le difficoltà della solo parziale informatizzazione delle fonti e di un'elevata migrazione sanitaria che costringe ad inseguire i pazienti nei loro via vai alla ricerca della salute perduta: oltre il 67% dei malati, infatti, non si cura in provincia, oltre il 15% va fuori regione.
Per ottenere un anno di corretta registrazione, nella più virtuosa delle situazioni, ci vogliono 3 anni di lavoro e così i registri nazionali sono in ritardo rispetto alla situazione sanitaria effettiva.
La dottoressa Candela si è impegnata a consegnare nei primi mesi del 2015 un volumetto coi dati preliminari della registrazione in provincia di Agrigento che finalmente potrà dare alla popolazione un indice reale da confrontare coi dati nazionali.
Ad Agrigento, attualmente, l'incidenza può essere stimata solo in considerazione ai dati regionali.
Dalle schede che riguardano le morti, che contengono una codifica della causa, si evince che in provincia ci sono ogni anno circa 1048 decessi per tumore. In pratica ogni giorno muoiono per questa causa 2 uomini e una donna. 
Importante la prevenzione e lo screening. In provincia, ne ha parlato il dott. Geraci, Referente Aziendale Piani di Prevenzione, l'offerta è attiva da qualche anno riguardo gli esami di prevenzione per il cancro alla mammella, collo dell'utero e colon retto.
Ogni anno l'ASP invia le lettere ad una certa percentuale di cittadini, nelle fasce di età "critiche", per invitarli a sottoporsi agli esami di prevenzione. Purtroppo non molti partecipano.
Questa attività ha, in questi anni, permesso di scoprire l'eventuale presenza di malattia e di dare la possibilità ad alcuni cittadini di curarsi immediatamente.
Il percorso, infatti, dopo il primo esame prevede un contatto immediato in caso di sospetta malattia, approfondimenti e l'eventuale avvio chirurgico. Senza code. Senza pagare niente.
Anche il medico curante può, tramite un apposito codice di esenzione, prescrivere di effettuare gratuitamente lo screening.





giovedì 19 giugno 2014

Una fontana per dormire? Speriamo in una soluzione migliore!

Dopo l'allerta lanciato nei giorni scorsi, sull'arrembaggio di alcuni disperati alle villette comunali del salotto buono cittadino di porta di ponte, i cittadini di Apc ricevono un'apertura informale dall'assessore alla salute Galvano.
In un incontro interlocutorio, si è chiesto che il Comune di Agrigento si adoperi attraverso azioni di disciplina che tamponino la grave emergenza che sta degenerando in piccoli focolai circoscritti a rischio sanitario. 
La situazione e' stata sotto gli occhi di tutti, come si ricordera' alla villetta Casesa, dove i migranti, forniti dai volontari sia di viveri che di mezzi di primo supporto, evacuando il giorno seguente quell'area e dopo avere passato la notte, hanno lasciato gli indumenti utilizzati in terra, i rifiuti e, poco distanti dai loro giacigli, finanche gli escrementi.
Motivata, nell'interesse di tutta la popolazione, la richiesta di Apc di organizzare al meglio questi andazzi che, se da un lato non sono adeguatamente attenzionati per la mancanza di risorse e forse di normativa diretta, altrimenti possono essere gestiti, con accorgimenti mirati.
Appare opportuno l'utilizzo dell'area/chiosco espositivo adiacente alla villetta, come luogo di smistamento delle vettovaglie e come toilette, giacché la struttura ne è fornita e non usata per altri scopi.
Si è inoltre richiesto di coinvolgere le associazioni di volontariato che egregiamente svolgono la propria azione durante gli eventi che vedono Agrigento partecipata da migliaia di turisti e cittadini ( sagra del mandorlo, celebrazioni di S. Calogero, celebrazioni di San Gerlando, ecc ), al fine di rendere quel servizio di minima vigilanza ed accoglienza al luogo di ristoro prima descritto. 
Intervenire, nel miglior modo possibile al ripristino dell'igiene, prevedendo un servizio di pulizia e sanificazione delle aree che i disperati assumono a dormitorio. 
Tutto ciò avveniva stamane mentre all'ospedale San Giovanni di Dio, negli stessi momenti, e' stato registrato il caso di meningite di un migrante.
Se fosse possibile, inoltre, sarebbe opportuno che si predisponessero gli atti propedeutici all'intervento della protezione civile, in maniera da fornire dei mezzi necessari e delle risorse che possano garantire il decoro, la dignità e l'igiene di questi poveri viaggiatori che sicuramente non hanno fra le loro ambizioni tutti i pericoli affrontati e neanche i rischi che possono potenzialmente rappresentare per gli agrigentini.
A tutte le istanze, l'impegno della Galvano e' stato un assunto imprescindibile per un nuovo appuntamento all'inizio della prossima settimana.
Sicuramente, di questa situazione di ordinario degrado umano e civile, in molti se ne saranno accorti, e proprio a loro e' rivolto il nostro appello. Chiediamo agli agrigentini di innalzare lo stendardo della nostra storica accoglienza, ed iniziare a radunare in casa quanto possa essere donato a questa gente per alleviarne le difficoltà, e tenerlo pronto in necessità.
Di certo non è da escludersi un'ondata di disperati non appena la condizione climatica sara' più favorevole, e pertanto la situazione va urgentemente affrontata.
Ma, ci si chiede insistentemente, come mai in una città gloriosa come Agrigento, città europea e della repubblica italiana...come mai, a ricordare ed a discutere di un minimo di buon senso politico, etico e sociale vista l'insistenza delle emergenze, sia solo un gruppo di cittadini e non le istituzioni?
Staremo tutti a vedere nei prossimi giorni cosa accadrà.








martedì 17 giugno 2014

Muraglione di Via Callicratide

In via delle Torri abbiamo sfiorato la tragedia. 
Al viale della Vittoria danni ingenti. 
In Via Picone i cittadini si stanno organizzando data la mancanza di interesse della pubblica amministrazione, proclami a parte. 
Mentre per la Porta di mare si gioca sulla eventuale competenza dei lavori di consolidamento cosa succede in via Callicratide?
La sistemazione del muro sarà lasciata ai cantieri lavoro? Sembrerebbe un lavoro per professionisti!
Da anni la pericolosità del muraglione è stata segnalata alle (e dalle) autorità. 
E'stato fatto qualche "lavoretto". Lungo il muro l'amministrazione ha fatto sistemare, più volte, le caratteristiche "Lappazze" che il tempo, il maltempo e qualche colpetto di paraurti hanno buttato giù. 
Sul marciapiede ci sono ancora i cadaveri delle travi allappazzanti, che non sono stati rimossi. 
Il posteggio lato muro era stato interdetto ma, insieme con le lappazze, pare sia caduto anche il segnale di divieto.
Mentre i mesi passano e le lappazze invecchiano che intende fare l'amministrazione della città?
Aspettare l'ennesimo botto e dire che non ne sapeva niente?
Magari il muro si era allappazzato da solo, per vestirsi all'ultimo GRIDO AGRIGENTINO!



domenica 15 giugno 2014

Emergenza immigrati. Si fa finta che non ci sia.


Nulla di personale con nessuno e senza alcuna intenzione di voler polemizzare con alcuno ma una domanda sorge spontanea: se il percorso di questi poveri sfortunati fratelli (la cui unica colpa è quella di essere nati in un paese più "disgraziato" di quello nostro) è noto: fuga dai centri di accoglienza, direzione piazzale Rosselli da dove partono per raggiungere altre destinazioni, è mai possibile che in attesa dell'imbarco, debbano sostare per ore ed ore gettati così all'addiaccio come bestie, morti di fame, freddo e sete? 
E' tutta quì la macchina organizzativa del volontariato? Questa sera (una come tante altre), se un paio di cittadini non si fossero accorti di quanto accadeva all'interno della Villetta Casesa, sotto lo sguardo indifferente dei passanti, questi poveracci non avrebbero ricevuto alcuni generi di conforto immediatamente messi a disposizione da Don Calogero del Don Guanella. 

Li abbiamo visti in tv scendere con tute e mascherine dalle navi e ora li vediamo "dal vivo" lasciati in balia dell'umidità e senza assistenza.
Si lasciano scappare. Si chiude un occhio. Domani saliranno su autobus pieni di gente, magari fra i ragazzi italiani che vanno al nord a cercare fortuna, fra gli studenti che vanno a dare qualche materia all'università. 
Dove sono le mascherine e la sorveglianza sanitaria? 
Battono i denti dal freddo e domani saliranno su mezzi di trasporto non dedicati, mettendosi vicendevolmente in pericolo con gli altri passeggeri per le differenze del "sistema immunitario" .
Stanotte dormono nella villetta. 
Dove faranno i loro bisogni? Dove si laveranno?
In che condizioni resterà il salotto cittadino? 

Non vogliamo sottolineare che un'emergenza del genere non fa bene al turismo, vogliamo dire: che figura ci facciamo? 
Una città, che si dice "accogliente per tradizione", fa dormire degli sfortunati dentro una fontana?
E, per questa volta, meno male che ad Agrigento le fontane non funzionano!!!
Che amministrazione lungimirante!!





giovedì 5 giugno 2014

Scotta il telefono, piange il cittadino


Mentre il nostro comune paga oltre 31mila euro a bimestre, cosa succede altrove?

Ecco qui quanto paga il comune di Imperia, più di 42.000 abitanti: 40mila all'ANNO!!!



http://www.imperiapost.it/15579/quarantamila-euro-di-bolletta-al-comune-ecco-la-spesa-prevista-per-le-utenze-telefoniche-nel-2014



Gli altri comuni si industriano, cosa fa Agrigento?
http://www.comune.copparo.fe.it/nqcontent.cfm?a_id=4362




C'è anche chi, però con oltre 123.000 abitanti, spende più o meno quanto il nostro comune ed è incorso in una serie di "problemi"...









mercoledì 4 giugno 2014

Raccolta differenziata ad Agrigento: l'ottava fatica di Ercole!


Su oltre 60.000 abitanti della nostra città, molti sono sensibili alle tematiche ambientali e capiscono l'importanza di differenziare i rifiuti. L'isola ecologica vicino allo stadio Esseneto è, infatti, sempre piena di persone con sacchi colmi di vari materiali: carta, cartone, plastica, vetro e lattine.
Ricordiamo gli orari di apertura, copiati da un foglio di carta scritto a mano e attaccato sullo sportello del macchinario: dal Lunedì al Giovedì dalle 8.30 alle 13.30. Servizio pomeridiano lunedì e giovedì 15.30-17.30 e venerdì 12.30-17.30.
Anche oggi tanta confusione di sacchetti e persone, lì convenute, anche da altre zone della città.
Le isole sono disseminate nei diversi quartieri ma, a quanto pare, funziona solo questa unica isola, vicino piazza Ugo La Malfa.
Alcune persone venivano da Fontanelle e avevano cercato, senza risultato, di depositare nell'isola ecologica di quel quartiere, i sacchetti di differenziata. 
Sotto il sole cocente la pazienza veniva meno. Le persone erano arrabbiate per la scortese attesa, volavano ingiurie sugli amministratori e tanti dicevano che non intendevano più differenziare perché questo significava fare un pellegrinaggio alle varie isole chiuse per poi trovare l'unica funzionante e affollatissima.

Per 60.000 persone è adeguato avere SOLO un'unica postazione di raccolta?
Invece di incentivare questa civile pratica si creano difficoltà assurde per il cittadino e lo si costringe a girare per giorni col bagagliaio pieno di questa risorsa che, come traspare dai fatti, Agrigento non vuole sfruttare.

Adesso che la gestione è in carico al comune vorremmo sapere dall'assessore competente e/o dirigenti del settore per quale motivo non funzionano le isole disseminate per la città. 
Abbandonate agli sfregi dei graffitari, sono l'ennesimo monumento alle inefficienze amministrative.

Molti depositano la differenziata nei cassonetti col SOLE dove la raccolta è multi materiale e tanti, anche inconsapevolmente, conferiscono normale pattume. 
In quel caso la "spazzatura" sarà smistata da apposito personale con costi aggiuntivi per la collettività. Chissà quanto viene recuperato e quanto magari, alla fine, è immondizia da conferire in discarica e quindi un ulteriore costo.

La politica in città conosce un'unica arte di riciclo, quella di cambiare forma e idee in uno nuovo partito.
Dalle ultime elezioni ben 17 consiglieri su 30 hanno cambiato casacca! 
Ci vorrebbe un cassonetto differenziato per i voti di ogni consigliere, ormai riciclato in un altro schieramento, ex esponente del partito a cui abbiamo affidato la preferenza alle amministrative del 2012.