Giovedì 26 Luglio nella sala Giambecchina dell'ex Collegio dei Filippini si è tenuto l'incontro sul tema del Registro Tumori nella città capoluogo, organizzato dai consiglieri appartenenti alla III commissione del comune di Agrigento.
Il Dott Scondotto del Dipartimento Attività Sanitaria Osservatorio Epidemiologico ha messo in evidenza come il rischio ambientale rappresenti il 20% del rischio che ogni individuo ha di incorrere nella malattia mentre il 50% afferisce alla genetica e allo stile di vita di ognuno.
Sicuramente, l'invecchiamento della popolazione e le attività di screening, con la sovradiagnosi, portano alla luce un incremento che c'è ma non è, quindi, necessariamente legato all'ambiente in cui si vive.
Agli organi regionali arrivano giornalmente appelli da parte della popolazione di tutti i territori siciliani per l'eliminazione di svariate cause ambientali che potrebbero causare l'aumento della malattia. Questa sensazione potrebbe essere verificata dai dati presentati nei Registri.
L'apparato regionale ha composto a fine 2013 un'atlante regionale i cui dati possono essere trovati qui:
In "Materiali e metodi", pag 12, si trova che: "Per le .province di Agrigento ed Enna sono stati calcolati i casi attesi in base ai tassi medi calcolati sulla Regione".
Il registro tumori della provincia, accorpato all'esistente registro di Trapani nel 2009, non è quindi ancora attivo.
La dottoressa Candela è la responsabile della redazione del registro tumori e con 4 addetti (lei compresa) deve vigilare su un territorio di oltre 876mila abitanti. I finanziamenti per il Registro ci sono ma il blocco delle assunzioni non consente di avere del personale a tempo indeterminato ma solo di passaggio, con perdita di tempo e di competenze preziose perché il personale formato deve andare via dopo qualche mese.
Ogni giorno 4 addetti (non a tempo pieno occupati con il Registro) devono affrontare le difficoltà della solo parziale informatizzazione delle fonti e di un'elevata migrazione sanitaria che costringe ad inseguire i pazienti nei loro via vai alla ricerca della salute perduta: oltre il 67% dei malati, infatti, non si cura in provincia, oltre il 15% va fuori regione.
Per ottenere un anno di corretta registrazione, nella più virtuosa delle situazioni, ci vogliono 3 anni di lavoro e così i registri nazionali sono in ritardo rispetto alla situazione sanitaria effettiva.
La dottoressa Candela si è impegnata a consegnare nei primi mesi del 2015 un volumetto coi dati preliminari della registrazione in provincia di Agrigento che finalmente potrà dare alla popolazione un indice reale da confrontare coi dati nazionali.
Ad Agrigento, attualmente, l'incidenza può essere stimata solo in considerazione ai dati regionali.
Dalle schede che riguardano le morti, che contengono una codifica della causa, si evince che in provincia ci sono ogni anno circa 1048 decessi per tumore. In pratica ogni giorno muoiono per questa causa 2 uomini e una donna.
Importante la prevenzione e lo screening. In provincia, ne ha parlato il dott. Geraci, Referente Aziendale Piani di Prevenzione, l'offerta è attiva da qualche anno riguardo gli esami di prevenzione per il cancro alla mammella, collo dell'utero e colon retto.
Guarda qui: screening Agrigento
Ogni anno l'ASP invia le lettere ad una certa percentuale di cittadini, nelle fasce di età "critiche", per invitarli a sottoporsi agli esami di prevenzione. Purtroppo non molti partecipano.
Questa attività ha, in questi anni, permesso di scoprire l'eventuale presenza di malattia e di dare la possibilità ad alcuni cittadini di curarsi immediatamente.
Il percorso, infatti, dopo il primo esame prevede un contatto immediato in caso di sospetta malattia, approfondimenti e l'eventuale avvio chirurgico. Senza code. Senza pagare niente.
Anche il medico curante può, tramite un apposito codice di esenzione, prescrivere di effettuare gratuitamente lo screening.

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