mercoledì 23 luglio 2014

Aprile dolce pagare! Gettoni e rimborsi per migliaia di euro

Che avranno da dirsi?
Che progressi per la città?
I verbali non sono pubblici e quindi non sappiamo cosa facciano nelle affollatissime e frequentissime riunioni di commissione.
Una telefonata? Una proposta che non sarà mai presa in considerazione?
Tutto potrebbe fare brodo per avere oltre 50 euro al giorno. Ne abbiamo già scritto!
E se c'è poi il consiglio comunale o più commissioni?
Si raddoppia? Si triplica?
Non c'è un numero di ore da rispettare per "seduta"?
Un numero di persone? 
Il lavoro di consigliere DEVE essere prima di tutto un impegno di volontariato!
Ci costano oltre 30.000 euro al mese.




Guardiamo i dati di Aprile: oltre 29mila sono i gettoni di presenza 




e poi ci sono i vari rimborsi per i lavoratori dipendenti e le spese di auto per il consigliere non residente!





Ora aspettiamo che si mettano democraticamente d'accordo per l'elezione del presidente del consiglio nelle riunioni dei capigruppo: almeno quelle (come da sentenze) sono a partecipazione gratuita!!

P.S. Ringraziamo per le informazioni agli agrigentini l'ex presidente del consiglio e chi ne ha raccolto l'intervista DA ASCOLTARE con ATTENZIONE







La scuola media Pascoli si trasferisce. E l'IPIA "Fermi"?

La scuola media Pascoli si trasferisce. 
La giunta ha deliberato di non pagare più i quasi 50mila euro di affitto ma di sistemare gli alunni nel plesso Tortorelle di proprietà comunale.



Il risparmio per le casse comunali sarà realizzato a partire dal anno scolastico 2015-2016, per il prossimo anno scolastico, per evitare problemi, la scuola resterà nei locali in affitto.





Intanto si propone di locare all'IPIA "Fermi", per il prossimo anno scolastico, il primo piano della scuola Tortorelle  che già ospita le classi dell'istituto superiore nell'attesa della giusta sistemazione della scuola.




Ci teniamo ai ragazzi dell'IPIA. E', anche, la scuola in cui alcuni di APC si sono diplomati. 
E' una scuola importante per la nostra città e per i nostri giovani.
Insegna un mestiere a tanti figli di questa provincia, in questo momento di profonda crisi.
Sono passati diversi bandi. Con alcuni di questi si poteva anche cercare di ripristinare l'istituto.
Che si fa con questa cattedrale di cemento depotenziato?
Nel piano nazionale i finanziamenti per il comune di Agrigento parlano soltanto di scuole belle!
Nessun finanziamento per scuole sicure. Quindi l'IPIA "depotenziato" è rimasto fuori?
A che punto siamo nella zona ASI? 
Già 2 anni fa si celebrò l'Open day per la prossima apertura e invece si aspetta. 
Cosa? Perché? 
La scuola è un servizio essenziale. 
L'istruzione non aspetta. 




sabato 19 luglio 2014

Ai confini della realtà. Omaggio a George Orwell

Questo è il racconto di un incubo. Un'avventura puramente onirica ambientata in una terra di nessuno.
Ogni riferimento a persone, cose e avvenimenti è puramente casuale.


Sono il gallo Gallio, il mio compito è "addivigliare" i miei compagni di ventura nella grande fattoria degli animali.




Un giorno, durante l'assolvimento del mio chicchirichì, lo sguardo mi cade presso l'uscio del pollaio, dove qualcuno o qualcosa si muove. 
I movimenti si concentrano davanti lo sportello del contatore di approvvigionamento dell'acqua. Che succede?
Mi avvicino alla fonte della mia disperazione: il terribile contatore che gira intrepido, per le rinfrescate che le galline del mio harem si danno a qualsiasi ora del giorno. Le loro penne sono splendenti e mi fanno ringalluzzire, il pollaio è sempre lucido e i nostri pulcini sono i più puliti della regione però, quando arriva la bolletta idrica, sono dolori!
Eccoli lì. Sono i soliti maiali, quelli che governano la fattoria. Tutto è loro: le nostre case, il nostro cibo, l'aria che respiriamo, l'erba del cortile e l'acqua con cui ci abbeveriamo.
"Buon giorno, amici! Che succede? Cosa vi porta qui, alla buonora?", chiedo conciliante.
"Siamo venuti a cambiare il contatore!", sogghigna un operaio. "Normale manutenzione! Avevamo avvisato con un cartello nel cortile centrale!", continua.
"Prego! Fate pure", li guardo cambiare l'orologio che segna 999980 metri cubi di acqua, presto si sarebbe azzerato.
Mi dimentico dell'avvenimento, confuso fra chicchirichì, galline isteriche e pulcini discoli. 
Un giorno di pioggia il gatto delle mail mi porta la bolletta. La apro con circospezione, seduto sulla mia stia imbottita. Gli occhiali mi scivolano giù dal becco: i consumi sono triplicati! Non ci posso credere! 
Come è possibile? Non ci sono state nuovi scovamenti di pulcini tra le mie concubine! Per di più tanti galletti hanno lasciato il nostro pollaio!
Apro lo sportello del contatore. I numeri corrono veloci. La lancetta sembra impazzita! Gira veloce anche se è sera tardi e solo la mia Vladimira è sveglia: mi aspetta per il suo turno coniugale.
L'indomani chiamo Giannily il cavallo svizzero, il mio idraulico di fiducia. Gli faccio installare un secondo precisissimo e costosissimo contatore, accanto a quello dell'amministrazione. 
Il pulcino Zerotre, patito di fotografia, con la sua macchina fotografica, immortala  l'avvenimento e i due contatori vicini. 
Sul nuovo brilla 000000, quello dell'amministrazione mostra "111111", già un attimo dopo è a "111113".
Giannily mi consiglia di chiedere una revisione. Io, cauto, controllo il giorno dopo. Il nuovo contatore segna 000002 il vecchio 111120. Basta! Devo fare qualcosa. Impettito, con le mie penne migliori, vado alla casupola fattoriale per firmare la richiesta di revisione. L'impiegato, nel lussuoso ufficio, mi chiede 50 uova di piccione di caparra per l'intervento richiesto. L'amministrazione se le terrà se li ho disturbati inutilmente. 50 uova di piccione sono una cifra enorme per un gallo di famiglia con galline e pulcini a carico!
Per giorni non arriva nessuno.
All'alba del giorno 15 noto movimenti, mentre salgo sulla staccionata per il chicchirichì.
Assolto il mio compito giornaliero, mi avvicino presso l'uscio posteriore del pollaio e trovo 2 operai che grufolano davanti allo sportello aperto.
"Buongiorno signor Gallio! Stavamo completando il nostro sopralluogo! Il nostro contatore va benissimo! Siamo venuti anche ieri sera a controllare. I due contatori sono perfettamente allineati nella registrazione dei consumi!", gongolano soddisfatti.
Mi mostrano una tabella con i dati raccolti ieri sera, quelli dell'altro ieri e quelli di stamattina. Sembra tutto regolare.
"Naturalmente ci terremo le 50 uova di piccione, per il disturbo!", mi dicono sorridendo.
"Certo! Certo! Fate pure. E' vostro diritto" balbetto.
Non ci posso credere. Come ho potuto ingannarmi così.
Mi avvicino ai due contatori. Anche il vecchio ha un aspetto meno vecchio. C'è qualcosa che non va.
Il numero di matricola. Ricordo benissimo era "10122012". Me lo ricordo perché il 10/12/2012 è nato il mio millesimo pulcino: ora è un bel galletto che zampetta da qualche parte nel mondo. 
Il contatore dell'amministrazione, invece, porta il numero "20173956". Che imbroglio è questo?
"Ehi! Fermi! Fermi!", corro dietro agli operai sul carro. Ho, sotto l'ala, il pulcino Zerotre e la sua macchina fotografica.
"Ecco qui le foto dei due contatori. Il vostro lo avete cambiato nottetempo, quando sono a letto con le galline! Maiali che non siete altro!" li rimprovero con tutte le piume tese.
"Ridatemi le uova di piccione altrimenti vado dal giudice, il signor Canedacaccia, che ve la farà pagare cara ed amara." gli strillo, arrabbiatissimo.
E così ho riavuto le uova di piccione e un contatore nuovo di zecca. Il pulcino Zerotre si è preso il compito di fotografare i contatori ogni mese. 
Quando Zerotre è cresciuto, prima di spiccare il salto come galletto, ha regalato la macchina fotografica al pulcino Unosette, che continua a controllare e fotografare. 
Perché, con i maiali, non si sa mai.






martedì 8 luglio 2014

Emigranti: estate che vieni, novità (brutta) che trovi!

Capitano tutte a noi? ebbene si! Oggi mentre con altri amici stavamo consumando una granita con annessa "broscina" al Bar Saito, accanto a noi, una famiglia che a primo acchitto avevano l'aria di emigrati all'estero; Li scummatto e chiedo all'anziano galantuomo: "scusassi, siete di ccà?" - "sissi, di giurgenti siamo ma trasferiti a Legnano da almeno 50 anni" - ...insomma, per farla breve "na parola tu, na parola iu, ci siamo presentati e subito mi dicono che sono molto confusi, delusi ed amareggiati per un fatto a loro avviso molto strano, in breve ci raccontano che, dopo il lungo viaggio, arrivati nella loro dimora in centro storico, hanno trovato un cartello di divieto di transito sia veicolare che pedonale. A quel punto, incuriosito, propongo loro di farmi vedere questa cosa che a primo acchitto parrebbe surreale. Invece? nulla di più vero! una intera strada (Via Alletto) regolamente abitata da diversi nuclei familiari il cui accesso viene "sbarrato" dall'alt di cartelli molto significativi. "Ma le pagate le tasse come Acqua, Munnizza, Tares, Iris, Ora-pro-nobis - Ici - Fici e Dissi ? (chiedo io)" - gna certu! e paghiamo tutto il doppio perchè ci risulta come seconda abitazione. A quel punto sapete cosa faccio? chiamo in mio amico il maestro Miaghi in arte Nuccio Cremone il quale si precipita con il suo inseparabile "cannone d'assalto" - riprendiamo tutto e..., tra qualche ora vedrete chi burdellu che abbiamo armato.




lunedì 7 luglio 2014

Si rischia l'emergenza sanitaria per la gara di taglio dell'acqua agli "abusivi"?



In questi giorni, complice probabilmente la gara che il gestore ha proposto ai suoi impiegati, centinaia di famiglie agrigentine sentono bussare alle loro porte gli "uomini in blu", che devono verificare l'esistenza di un allaccio legittimo e dei pagamenti relativi. 
Arrivano ad onde, dopo i primi, con cui magari pensi di aver chiarito la tua posizione, ne arrivano altri, all'ora di pranzo, anche il sabato. Se non trovano nessuno o se qualcosa non li convince, chiudono l'acqua portandosi via il contatore.  
Ci sono tante case ad Agrigento occupate saltuariamente dai proprietari. Siamo una città dalla forte emigrazione. Ci sono appartamenti che non si riescono ad affittare o a vendere. Case di famiglie non più residenti usate per 15-30 giorni l'anno, dall'irrisorio consumo idrico ma dall'importante canone: pochi metri cubi costano centinaia di euro. Per gli emigranti meglio regalare la propria casa e andare in un B&B quando tornano ad Agrigento per le vacanze.
Condomìni dove morosi o assenti costringono gli altri condòmini ad anticipare importanti somme. I "blue men" hanno la soluzione pronta: "Fate un contratto per ogni appartamento".
Peccato che, magari, ci siano vasca e autoclave in comune. Peccato che dovremmo riempire la facciata del palazzo di tubi e contatori con costi fino a 5.000 euro a famiglia per usufruire di un contratto ad appartamento. 
E così gli impiegati in blu, chiave serratubi "in resta" staccano l'acqua. Potrebbero chiudere in maniera diversa ma portano via, spesso senza contraddittorio, anche in assenza del "cliente", il contatore, lo strumento che garantisce sia il gestore che il "gestito".
Chiudono l'acqua senza lasciarti un avviso, te ne accorgi solo quando ti ritrovi il recipiente a secco.
Già, il recipiente, perché ancora oggi, nel 2014, ogni famiglia agrigentina ha il suo personale "ciclo dell'acqua" fatto di turni e orari, riempimenti, passaggi di vasche, rumori noiosi di autoclavi, parcelle di idraulici, affitto di suolo pubblico per le cisterne comuni, energia elettrica per gestire i pochi metri cubi che vengono forniti a settimana. Oro blu. 
Senza considerare l'acqua che viene comprata dalle famiglie per bere o cucinare. I più anziani si fanno portare le casse d'acqua a domicilio. Il passare degli anni ha invecchiato gli agrigentini e la rete idrica, senza sostanziali miglioramenti. Prima dell'avvento del gestore, i turni erano più o meno gli stessi ma i costi erano decisamente minori. 
Oggi si paga tanto per vedere l'acqua perdersi nelle mille falle del sistema idrico, per i danni causati dalle stesse perdite, per la promessa del mare pulito, per una depurazione che, per molti quartieri, non si può considerare tale.
Il gestore, non lavorando in regime di concorrenza, può fare quel che vuole. Assumere "chi vuole", scegliere se sanare o meno le perdite, chiudere l'acqua.
L'acqua bene pubblico. L'acqua non dovrebbe essere considerata proprietà del gestore, l'acqua è di tutti. 
E' stata privatizzata la gestione dell'acqua o l'acqua in se?
Alcuni degli abusivi e dei morosi lo sono per davvero ma ci sono anche famiglie di poveri, ci sono anziani che non hanno nemmeno la forza di contrastare o cercare qualcuno che difenda i propri diritti e controlli le proprie bollette...
Disabili, intubati, disoccupati, disperati. Nelle case agrigentine c'è di tutto. Chi difende il cittadino?
Chi mette un freno alle pretese e ai modi del gestore che deve "gestire" l'acqua di comune proprietà?
Una casa senza acqua manca delle condizioni di abitabilità. Impedendone l'approvvigionamento si ingenera una situazione di emergenza sanitaria che è di pertinenza dell'amministrazione comunale. Salute pubblica. 
Trattandosi di acqua, il comune se ne lava le mani?
Molti dei disagi sono dovuti anche all'imperfetto passaggio di consegne fra comune e gestore che ha lasciato dei grandi interrogativi su documentazione e reti. Insomma, hanno inserito il privato perché ha fallito il pubblico e il privato non vuole fallire. A fallire saranno le famiglie agrigentine fra le assurde pretese economiche per servizi essenziali (raccolta della spazzatura, scuole, strade, acqua, depurazione  etc) che sono pagati oro ma ridotti, barbaramente, all"essenziale".




domenica 6 luglio 2014

Buca in via Empedocle

Al Dott. Piero Luparello
Sindaco di Agrigento

e p.c. 
Al Dott. Cosimo Antonica Comandante 
Polizia Urbana di Agrigento

Telecom S.p.A. 
Sede di Agrigento


Oggetto: Segnalazione situazione di potenziale pericolo in Via Empedocle di fronte al civico 19, nei pressi dell’ingresso del parcheggio pluripiano.


Preg.mo  Dott. Piero Luparello, Le scrivo questa breve nota a nome mio personale e dei cittadini di “Agrigento Punto e a Capo” per segnalarLe che lo scorso 2 luglio alle ore 8.30 percorrendo con il mio scooter la Via Empedocle in prossimità dell'ingresso del parcheggio pluripiano (di fronte autonoleggio HERTZ civico n.19)  mi stavo “SDIRRUPANDO” malamente per terra perché distratto dai miei pensieri mattutini…mi sono completamente dimenticato dell'esistenza di uno dei tanti tombini semi-sprofondati che costringono chi transita per le vie della ns città a fare degli improvvisati e pericolosi slalom per evitarli.

Nella fattispecie mi riferisco ad un tombino in ghisa della TELECOM che risulta essere sprofondato da diversi anni in maniera più o meno lieve, come si evince dalle seguenti foto:

         




Oggi il dislivello di questo tombino è di almeno 13 cm dal livello della strada, pertanto è molto pericoloso per chi transita in Via Empedocle specie in salita  come si evince dalla seguente foto:





Bene, Le dicevo che il 2 luglio scorso dopo essermi per fortuna o miracolosamente  salvato da una rovinosa caduta che avrebbe provocato danni sicuri alle mie ossa..(considerata la mia mole)... ho immediatamente telefonato al Comando della Polizia Locale di Villaseta segnalando l'accaduto.

Mi hanno risposto che avrebbero immediatamente interessato del problema la TELECOM!! Effettivamente sembrerebbe che qualcuno della suddetta società telefonica, nella stessa mattinata sia andato sul posto per fare una verifica, dopodiché non è successo più nulla..il tombino è sempre lì.. sprofondato con uno scalino di ripeto ben cm 13!!

Io resto sempre in fiduciosa attesa che si provveda alla riparazione, e Le chiedo; ma siamo proprio sicuri che la responsabilità della manutenzione del suddetto tombino sia soltanto della Telecom?
Dobbiamo aspettare che qualcuno cada e si faccia male per intervenire con urgenza?

Io da cittadino ho fatto il mio dovere, ho segnalato il problema e su Facebook  ho pubblicato alcune foto del sito e un avviso ai cittadini che ci leggono invitandoli di stare molto attenti quando transitano in VIA EMPEDOCLE nei paraggi del civico 19 in automobile o con lo scooter, più di questo credo di non poter fare!! 

Quindi caro Dott. Luparello, resto in fiduciosa attesa di un suo cortese interessamento per la soluzione del problema che mi sono permesso di segnalare per la pubblica incolumità!
Cordiali saluti.

Agrigento lì,  luglio 2104

      Giuseppe Falzone 
“Agrigento Punto e a Capo”





Molti generali, pochi soldati: Conferenza dei Capigruppo

Sono 17 i consiglieri che dovrebbero partecipare alla conferenza dei capigruppo in Consiglio comunale. 
E' utile fare riunioni con più della metà dei consiglieri? Sarebbe un doppione del Consiglio Comunale!
Sarà per questo che le conferenze di Maggio (ma anche dei mesi precedenti) sono andate praticamente deserte? Vedi qui: clicca e vai al documento nell'albo pretorio
O forse per i "dissidi non dissidi" con l'amministrazione, nel cammino verso la sfiducia che molti proclamavano ma che, di fatto, nessuno ratificava. Salvati, poi, dalle dimissioni del sindaco.
Le riunioni dei capigruppo sono inutili? Perché le indicono? 
E dire che, queste riunioni, a noi agrigentini non costano nulla: per queste adunanze non viene pagato il gettone di presenza.
Perché tutti questi capigruppo? E' utile questa pluralità? 
Non testimonia una mancanza di unità e di coesione pericolosa per i lavori del consiglio? 
Troppi generali? Specchio di una città di individualisti dove ognuno perora, spesso, soltanto la causa che promuove personalmente e minimizza e boicotta quelle degli altri. 
Ancora una volta: abbiamo gli amministratori che ci meritiamo!