mercoledì 28 gennaio 2015

La città più gettonata dei mortali

Qual è l’evoluzione della definizione di Pindaro per Agrigento? La città più gettonata d’Italia! 
Più che un’evoluzione è stata un’involuzione per la nostra città che, invece di un’invasione di turisti, si trova assaltata dai suoi stessi abitanti ma,  i più onorevoli, il gettone lo prendono invece che elargirlo!

Non vorrete mica negare che Agrigento sia stata invasa da un branco di lanzichenecchi? 
Vedi nel traffico, vedi la sporcizia per terra, le auto in doppia fila, le cacche di cane, il salto della coda e poi il cercare l’amico per il certificato e il favore, il lecca-lecca per la raccomandazione per un lavoro. 
Ad ogni elezione è logico che tutti i nodi vengano al pettine, con risultati mortificanti per Agrigento.

L’altro ieri la trasmissione Piazza Pulita ci ha servito la cosiddetta “malafigura”: un dirigente regionale davanti  agli uffici della biblioteca pirandelliana (180mila euro/anno l’affitto) CHIUSI per il riposo del personale  e poi  i tanti custodi nella casa di Pirandello. Il dirigente ironizza col giornalista e a fine servizio gli riserba un gesto come per mandarlo a quel paese. 
Cosa ha scatenato  la sua reazione? Il giornalista si è permesso di definire l’ente un ammortizzatore sociale perché, con solo 50mila euro di ricavo, deve pagare una sessantina di stipendi tra cui quello del dirigente che si aggira sui 70mila euro.


Dopo il lunedì nero, il martedì televisivo per Agrigento è stato altrettanto nero: altra prima serata e altra brutta figura da prima pagina.

Casarini, ieri sera durante Ballarò, ha evocato per l’ennesima volta i palazzoni che sfregiano questa povera città come a sottolineare che ormai Agrigento è notoriamente terra di nessuno e tutti possono fare ciò che vogliono: "cu pigghia un turco è sò".
Lo spettacolo mostrato è stato pietoso, entra nel novero delle notabili figure barbine dei rappresentanti politici agrigentini.
Dopo Piazza che si nasconde sotto la scrivania, Fontana che vuole vendere la fontana di Trevi e le palme di D’Orsi adesso ecco i consiglieri che, digrignando i denti, difendono il loro diritto al gettone.
Il diritto va bene, anche se, sembrerebbe che, del diritto si siano tirati “a mano cu tuttu u vrazzu”. 
E così, invece di rispondere pacatamente che forse si è esagerato e ritirarsi dietro ad un “No comment”, si sfida il giornalista con magri e poco consoni risultati.


Rappresentanti del popolo? Il popolo dovrebbe chiedere risarcimenti per il danno d'immagine! Che cittadini possono esserci dietro tali rappresentanti?
 Se è vero che hanno fatto tante commissioni per il bene della città, vogliamo informarli, ancora una volta, che entro il 15 febbraio la maggior parte dei consigli dei comuni serviti dal gestore idrico metterà nell’ordine del giorno e voterà il passaggio al regime comunale per la gestione del servizio. 
E ad Agrigento? I consiglieri che faranno? Avranno deliberato ciò che vogliono i cittadini, che hanno votato per acqua pubblica, o faranno finta di niente?

Il 3 Febbraio saremo anche noi insieme a tutti i cittadini, stufi dei disservizi e sfiniti dalle tasse, davanti al Comune durante il consiglio comunale per chiedere conto e ragione. 
Ai consiglieri chiediamo uno scatto d’orgoglio e d’amore per questa città: dimettetevi e fatevi dimenticare.








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