martedì 25 febbraio 2014

È festa? Caro turista, il museo é chiuso!

"E' festa? ed io ti chiudo il Museo!"
Probabilmente è un fenomeno tutto nostrano quello di far trovare CHIUSO PER FESTIVITA' il Museo del Palazzo Dei Filippini ai pochi turisti che, facendo tappa nella città della valle dei templi, "osano" fare una capatina nella nostra città "a vocazione turistica"!!


Istituto Schifano

ASPETTANDO L'ESITO DELLE PRELIMINARI INDAGINI ARCHEOLOGICHE!
forse è svelato il mistero della vecchia chiesa affiorata tra i ruderi dell'Istituto Schifano; da informazioni assunte sul posto pare si tratti della chiesetta annessa all'antico edificio dalle cui macerie si gode una meravigliosa vista che ben presto ospiterà fiammanti alloggi a canone sostenibile (chi potrà "sostenere" il canone è presto per dirlo ma immaginiamo che non sarà ne la signora Lina che vive nei paraggi in condizioni disagiate ne i tanti poveracci meno abbienti del luogo)




lunedì 24 febbraio 2014

Altro bevaio dimenticato

Ed eccone un altro dimenticato! 
Dopo quello: clicca qui!
Di fronte ex Tico Tico S. Leone, rispunta un bevaio! Era completamente immerso tra alberi e canne e invaso dal terreno portato dalle piogge. Era nascosto almeno da 15 anni.
Naturalmente non funziona.
Eppure sarebbe comodo sciacquarsi d'estate... 
Eppure, data la vocazione ciclistica della zona, non sarebbe male un punto acqua per rifocillare chi arriva in bicicletta. 
Andrebbe segnalato agli appassionati di questo sport... se fosse in funzione!!
Quante altre risorse nascoste dall'incuria ci sono ad Agrigento?





sabato 22 febbraio 2014

Il papa ad Agrigento! Miracolo per le strade agrigentine?


Dopo essere approdato a Lampedusa per portare solidarietà ai migranti e all'isola agrigentina, Papa Francesco torna nella nostra provincia. La data fissata per l`evento dovrebbe essere quella dell' 16 Marzo c.a. 

Pare che l`ufficio di segreteria papale abbia contattato la diocesi agrigentina e gli uffici comunali per stabilire una scaletta e offrire sostegno economico e aiuto logistico per l`organizzazione. 

Sembra che il nostro Papa ci tenga particolarmente ad assistere alla Sagra del mandorlo in fiore. 
Amante del folclore, che da giovane ha praticato attivamente a Buenos Aires, era arrivato nel 1956 ad Agrigento come chitarrista e ballerino. 

La nostra amministrazione, sempre disponibile ad attivarsi last minute per organizzare qualsiasi tipo di evento o risolvere un problema, siamo certi che saprà cogliere l`occasione e sfrutterà al meglio le risorse che arriveranno per accogliere degnamente il santo ospite. 

Probabilmente si riusciranno a fare tutti quei lavori finora postergati  a Lunedì. 
Speriamo che il santo padre possa circolare su strade prive di buche e con un compatto manto d`asfalto. 
Un sogno che si realizza? 
Solo un simile evento potrebbe farci riavere delle strade senza insidie, almeno nelle vie principali! Peccato che si possa scrivere di una notizia simile solo a carnevale! Altrimenti si sentirebbero persino le strade dalle mille buche urlare: "Alleluia!"


venerdì 21 febbraio 2014

Acqua in bocca: chi dice bugie sulle tariffe dell'acqua e referendum?

Dopo le indicazioni e la lettera inviata a Girgenti Acque da un nostro concittadino per chiedere la restituzione delle somme pagate nel 2012 relative alla remunerazione del capitale, la risposta non si fa attendere: niente è dovuto a chi ha pagato la bolletta!
Si fa finta di niente, dicendo che si è passati dalle tariffe del vecchio gestore a quelle della regolazione tariffaria dell'autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico: entrambi sistemi che non comprendono nella determinazione delle tariffe, direttamente, la remunerazione del capitale.
Questo è un insulto al cittadino!
Basta informarsi per capire che non è così!








nella tariffa del precedente gestore, cioè il comune, non c'era una quota relativa alla remunerazione del capitale. Invece, nelle tariffe del 2012, approvate con la deliberazione 2/2012 dal commissario ad acta, questa voce c'era  ed è lo stesso commissario che, proprio nella stessa delibera, ne parla e "delibera" DI ACCANTONARE LE SOMME. 
Somme che devono, ORA, essere restituite ai cittadini, in ossequio al risultato del referendum!



Le tariffe applicate nel 2012, erano frutto del Metodo Normalizzato che contempla la remunerazione del capitale, contestata e abrogata nel referendum del 2011.
Per vedere l'intera delibera: clicca qui!

giovedì 20 febbraio 2014

La Scopa sulla Sagra

Riproponiamo per i più giovani un articolo sulla sagra, pubblicato diversi anni fa sul giornale "La Scopa"







Cittadini che vogliono sapere cosa succede in città

Ed ecco il reportage fotografico che ritrae alcuni cittadini di Agrigento alle prese con il protocollo del comune. 
Alcuni di noi hanno spedito con PEC la richiesta di chiarimenti al comune. 
Il nostro gruppo si è fatto fatto portavoce delle istanze della città ferita chiedendo conto e ragione di qualcuno dei fatti degli ultimi giorni. 
Se volete aiutare, anche voi, la nostra città vi invitiamo a visitare la pagina: clicca qui!
1) le spese in economia, con le economie ristrette di questi giorni, non ci sembrano molto in economia.
Frasi come "vista l'esiguità della cifra" con cifre anche dai 5.000 euro in su non ci sembrano rispettose dei cittadini che pagano le tasse. 
Data l'esiguità delle cifre che ci richiedete allora è lecito, per la spending review nelle nostre famiglie, non pagare i balzelli? 
Considerata, ad esempio, la spesa relativa al'albero di Natale, 3050 euro:
2) Leggendo la delibera ci sembra che la questione sia stata trattata con leggerezza e le "carte" messe a posto dopo. La delibera è del 31/12 mentre l'alberello con la sua grossa base sponsorizzata era già in piazza il 12/12.
3) Le buche in città. Il regolamento comunale vale per tutti o qualcuno ha usufruito di generose eccezioni? Perché il privato, per un piccolo scavo, deve asfaltare un bel tratto di carreggiata e alcune aziende possono solo riempire con un po' di terra lo scavo? 
Aspettiamo le risposte nei termini stabiliti dalla legge..

lunedì 17 febbraio 2014

Antenne Rupe Atenea



In questi giorni è tornata alla ribalta la situazione della zona della Rupe Atenea: le numerose antenne sottopongono i cittadini all'esposizione a campi elettromagnetici.
L'amministrazione ha fatto finta di niente, nonostante i cittadini attori si siano interessati a diffondere le informazioni per stimolare e sensibilizzare sull'argomento l'opinione pubblica.
Il comune ha pagato in silenzio:
una sentenza ha decretato il risarcimento del cittadino agrigentino che da anni si batte valorosamente, per garantire la salute della sua famiglia e di tutte le famiglie che abitano la zona.
Il ristoro è stato accolto soltanto per il pregiudizio esistenziale, le condizioni di ansia e stress etc etc...

Il comune ha pagato, così come dovranno pagare le società, a cui appartengono le antenne. Naturalmente tutti noi cittadini pagheremo questo danno che, comunque, si fermerà solo con l'eliminazione delle antenne dalla Rupe. 
Che intende fare il comune? 
Risulta che sia stato più volte promesso l'interessamento riguardo il problema e l'eliminazione degli oggetti radianti. L'amministrazione, sulla vicenda, ha fornito alla cittadinanza solo promesse e debiti.
Ogni promessa è debito!

Ci chiediamo: L'ARPA fa le misurazioni? Abbiamo letto che, riguardo la qualità dell'aria,  l'agenzia si è fermata con le misurazioni un anno fa!
Ci sono le misurazioni delle grandezze elettromagnetiche?
Il sindaco quale responsabile della salute pubblica ci può rassicurare riguardo le emissioni?
Ci può rassicurare riguardo la qualità dell'aria? 
Sta provvedendo a far ripristinare il servizio di misurazioni?
Perché non esiste nel sito del comune una pagina con i dati del monitoraggio?
La popolazione DEVE sapere. 
O è meglio che non sappia?

Il comune di Porto Empedocle ha previsto uno spazio nel suo sito:


c'è una relazione del 2012 sui dati della zona attraversata dagli elettrodotti.

Tolte le tasse, ci rimarranno in tasca i soldi per pagare i danni sulla nostra salute?


CAMPI ELETTROMAGNETICI E SALUTE

La comunità scientifica ha cominciato a studiare negli ultimi decenni i possibili effetti nocivi dei campi elettromagnetici (CEM).
E’ necessario distinguere tra effetti sanitari acuti, o di breve periodo, ed effetti cronici, o di lungo periodo.
Gli effetti acuti possono manifestarsi come diretta conseguenza di esposizioni al di sopra di una certa soglia, esposizioni che si possono verificare solo in particolari situazioni lavorative; i limiti di esposizione ai CEM proposti dagli organismi internazionali e recepiti anche dalla normativa italiana garantiscono con sufficiente margine di sicurezza la protezione da tali effetti.
  • Per esposizione a alte frequenze sono stati segnalati:
    • opacizzazione del cristallino, anomalie alla cornea;
    • ridotta produzione di sperma;
    • alterazioni delle funzioni neurali e neuromuscolari;
    • alterazioni del sistema muscolari.
  • Per esposizione a basse frequenze -frequenza 50 Hz- sono stati segnalati:
    • effetti sul sistema visivo e sul sistema nervoso centrale;
    • stimolazione di tessuti eccitabili;
    • extrasistole e fibrillazione ventricolare.
Sono stati inoltre riscontrati sintomi quali cefalea, insonnia e affaticamento, in presenza di campi al di sotto dei limiti raccomandati (ipersensibilità elettromagnetica). In questi casi risulta difficile separare gli effetti dovuti all’esposizione da quelli di tipo psicosomatico per fenomeni di autosuggestione.
Gli effetti cronici possono manifestarsi, anche dopo lunghi periodi di latenza, come conseguenza di esposizioni a liveli bassi di campo elettromagnetico per periodi prolungati (situazione caratteristica degli ambienti di vita). Questi effetti hanno una natura probabilistica, cioè con l’aumento dell’esposizione, aumenta la possibilità di contrarre un danno, ma rimane invariata la gravità di tale danno.
Gli effetti cronici sono stati analizzati attraverso numerose indagini epidemiologiche. Attualmente mancano studi universalmente accettati dalla comunità scientifica; tuttavia i maggiori organismi scientifici nazionali ed internazionali concordano nel ritenere che, allo stato attuale delle conoscenze, possa esistere una debole correlazione tra l’esposizione a campi elettromagnetici e cancro, limitatamente alle frequenze estremamente basse (ELF).
  • L’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS) sostiene che i dati scientifici disponibili, non forniscono alcuna prova diretta che l’esposizione alle alte frequenze (RF) induca o favorisca il cancro, ne che abbrevi la durata della vita.
  • Altri studi ipotizzano, che l’esposizione a basse frequenze (ELF), provochi un aumento del rischio di leucemia infantile, indicano il valore di 0.4μт per il campo magnetico come soglia per la manifestazione dell’effetto.
  • L’Istituto Superiore della Sanità stima che in Italia , assumendo un nesso di causalità tra esposizione a campi elettromagnetici a frequenza estremamente bassa e rischio di leucemia, un caso ogni 400 di leucemia infantile potrebbe essere imputato all’esposizione ai campi magnetici prodotti dalle linee elettriche.
    Altre ricerche scientifiche e molti studi sugli animali non hanno invece riscontrato effetti di lungo periodo delle radiazioni ELF.
  • Il National Institute of Environmental Health Sciences (NIEHS - USA) ha valutato i campi ELF come "possibili cancerogeni per l’uomo" (classe III), in base alla 5 categorie indicate dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) che ha classificato gli agenti potenzialmente cancerogeni.
    Le 5 categorie IARC sono:
    • Probabilmente non cancerogeno (classe V )
    • Non classificabile come cancerogeno (classe IV )
    • Possibile cancerogeno (classe III )
    • Probabile cancerogeno (classe II )
    • Cancerogeno (classe I )
L’Organizzazione Mondiale per la Sanità raccomanda, tuttavia, di applicare, per la prevenzione dai possibili effetti di lungo periodo, "il principio cautelativo", ossia di adottare misure di tutela della popolazione fino a quando non ci sarà certezza scientifica degli effetti sulla salute causati dai CEM. Queste misure preventive dovrebbero essere semplici, facilmente perseguibili e di basso costo, e perciò adottabili per le nuove installazioni.
L’Italia ha per prima recepito nella normativa questo principio, leggi nazionali e regionali, che adottano misure cautelative per la protezione dai possibili effetti di lungo periodo.







sabato 15 febbraio 2014

Richiesta chiarimenti al sindaco

Abbiamo preparato una lettera per il sindaco. Lunedì, la porteremo al protocollo del comune.
Se qualcuno volesse dare forza alla nostra protesta:



vi forniamo il file  potete personalizzarlo con i vostri dati: clicca qui e portarlo al comune o spedirlo con PEC all'indirizzo: servizio.protocollo@pec.comune.agrigento.it

Le buche: chi controlla?

Dopo la "commissione buche" e il raduno dei bucatori pentiti che penseranno a colmare le lacune (dopo la pioggia anche lagune) stradali, si legge nel comunicato del comune

I consiglieri comunali Cirino, Mallia e Pisano esprimono soddisfazione per l’importante azione, promossa dall’Assessore comunale Gibilaro, di verifica dell’applicazione del regolamento comunale sugli scavi su aree pubbliche, che ha obbligato le ditte e tutte le società erogatrici di servizi in città, come Enel, Girgenti Acque, Italgas ecc. ad effettuare delle verifiche tecniche sugli scavi realizzati, per controllarne ed accertarne la corretta esecuzione ed il regolare ripristino dei siti.

Nel caso in cui si dovessero constatare criticità o difformità relativamente alla regolare esecuzione degli interventi sul manto stradale, le stesse ditte effettueranno, a proprie spese e senza alcun onere a carico del Comune, il ripristino delle condizioni originarie del fondo stradale, così come previsto dal regolamento comunale.

I consiglieri Cirino, Mallia e Pisano, a tal proposito, intendono sottolineare che l’Assessore ai Lavori pubblici Gerlando Gibilaro, quale membro della Giunta comunale, è espressione di un gruppo di amministratori che in perfetta sinergia e sintonia di intenti stanno operando con proficuità per la soluzione di annose problematiche nell’esclusivo interesse della città.

12 febbraio 2014




Le strade, nel frattempo continuano ad essere dissestate e ad essere insidiose.


Aspettando il ripristino della normalità da parte delle ditte perforatrici, la soluzione è andare a 10 Km/h






e stare con gli occhi aperti, dopo il tragico incidente di fine d'anno.


Chi controllerà che ogni ditta metta in sicurezza il tratto di strada dove insisteva la voragine creata dal suo scavo?

Si rischia di fare confusione e di non ottenere niente addirittura. Una soluzione poteva essere mettersi d'accordo con le ditte, che in questi anni hanno risparmiato tanti denari non rispettando il regolamento, e far fare un unico lavoro sui tratti di strada distrutti dal continuo perforamento. Rischiamo, magari (?), di trovarci con mille "arripizzamenti" sulla strada, una "lapazza" continua.

La soluzione di un problema implica anche il trovare quegli accorgimenti che non permettano più il suo ripetersi.
Gli accorgimenti ci sono. Sono già previsti dal regolamento del comune.

Nel regolamento è descritta la procedura per richiedere l'autorizzazione dei lavori.

C'è scritto che:



"la verifica positiva della regolare esecuzione dei lavori e dei relativi ripristini da parte del Serv. II – Viabilità – del Sett. VIII LL.PP. che dovrà avvenire entro e non oltre mesi sei dalla comunicazione di avvenuta ultimazione dei lavori ;"
Cosa impedirà il prosieguo di quell'andazzo che ha reso le nostre strade un groviera?

Ordini di servizio? Punizioni? Sanzioni per chi si è comportato infedelmente favorendo questo stato di cose?



Nel regolamento si parla di Cauzioni, penali, prescrizioni, controlli, indennità di civico ristoro. E' addirittura previsto un accantonamento di fondi per incentivare i controllori a fare il loro lavoro e per migliorare la viabilità comunale!


A questo punto, per le buche più datate si potrebbe pure parlare di una "prescrizione". Bisogna fare notare le mancanze a tempo debito, non anni dopo quando le buche sono diventate voragini che possono inghiottire la vita delle persone!













venerdì 14 febbraio 2014

la strana cronologia del comune: il caso dell'albero di Natale

L'albero di Natale?
In tutte le case si monta per l'Immacolata e si smonta per l'Epifania. I tempi sono certi!
Cosa succede nella casa comunale?

Strana la timeline dell'alberello.
Logicamente dovrebbe essere:
1) arrivano i soldi 
2) deliberazione: c'è bisogno di un albero, chiediamo un preventivo
3) dato che ci sono i soldi, accettiamo il preventivo
4) chiediamo i pareri di regolarità
5) contattiamo la ditta per montare l'albero, definendo una data PRIMA DI NATALE
6) la ditta monta l'albero

e invece:

31 Dicembre delibera di assegnazione e pareri di regolarità tecnica
19 Dicembre convenzione col Parco per i denari
12 Dicembre albero posizionato in piazza Marconi
??? preventivo ??? 

Ed ecco la nuova proprietà delle operazioni "aritmetiche" in ufficio: Cambiando l'ordine delle date la "sottrazione" non cambia!

L'ALBERO PERO', dice la delibera, DEVE ESSERE POSIZIONATO ENTRO 
IL 27 DICEMBRE, altrimenti è previsto il pagamento di una penale. 
Cioè l'albero di Natale avrebbe potuto essere montato anche dopo Natale, forse per il Natale 2014? 
Allora, forse, non era un errore la carcerazione nell'oggetto?

Risulta finalmente chiaro perché il comune abbia bisogno di farci pagare delle altissime tasse a fronte di "minuscoli" servizi: mantenere una macchina del tempo è veramente costoso! 




L'articolo 11 del regolamento citato (ma non citato) è usato molto spesso dai vari settori del nostro comune per acquisire beni e servizi in (cosiddetta) economia, tale articolo  recita:



abbiamo osservato che mancano spesso: 
- l'individuazione delle forniture e dei servizi;
- le specifiche tecnico - prestazionali e le modalità di esecuzione delle forniture e dei
servizi;
- il termine iniziale e finale della prestazione o di consegna dei beni oggetto della
fornitura;

in base a questo articolo vengono assegnati beni e servizi  in economia  direttamente ad una ditta, senza altra consultazione. 
Come in questo caso:
Il piccolo albero di Natale costato ben 3050 euro che tutti pensavamo sponsorizzato dal centro commerciale in realtà è stato pagato da tutti noi, col solito escamotage della cifra irrisoria e quindi concessa dall'apposito regolamento comunale.
Se così è stato, perché abbiamo fatto pubblicità gratuita al centro commerciale? Finito, forse, il tormentone dei tabelloni pubblicitari abusivi cominceremo con quello degli alberi pubblicitari abusivi?






Aumento delle tariffe di Girgenti Acque 2012. 6 mesi di aumento da recuperare?



Dopo la sentenza del giudice di Pace di Sciacca contro Girgenti Acque, vedi articolo, a favore di un cittadino saccense riguardo le tariffe che il commissario ad acta ha approvato il 20/6/2012 e  che sono state applicate retroattivamente per i consumi registrati dal 1/1/2012, sarebbe ora che si muovessero anche ad Agrigento.
Noi ci abbiamo provato ad interessare diverse persone. Gli avvocati ci hanno scoraggiato, molti si sono mostrati titubanti appena hanno capito che avrebbero dovuto impegnare una piccola cifra per la class action.
Adesso, l'articolo recita: L’Avv. Rossella Maria Panunzio, del Foro di Sciacca, legale dell’utente che ha ottenuto il rimborso, precisa che la recente pronuncia della Magistratura ha "l’enorme merito di riaffermare un importante e basilare principio logico, prima ancora che giuridico, ovvero che tutti gli aumenti tariffari unilateralmente disposti, anche quelli relativi ai servizi pubblici, non possono avere valore retroattivo, neppure se conteggiati quali conguagli, o con qualsivoglia altra denominazione".
Noi di APC stiamo pensando ad una nuova iniziativa, prossimamente vi faremo sapere.
E il comune che fa?
Ogni ente pubblico paga una bolletta.
Le tariffe stabilite il 20/6/2012 indicano:
121,64 euro di quota fissa e 1,4628 euro/mc.
Scuole, uffici... un patrimonio comunale di edifici pubblici dove magari ogni tanto c'è un rubinetto che perde o gocciola più o meno ferocemente.
E noi paghiamo!
Data la nuova sentenza speriamo che qualcuno capisca che le cause si possono anche vincere, prima, però, si devono fare!

Vi ricordiamo, anche, che se avete pagato per delle riparazioni potreste recuperare i vostri soldi: leggete come!


 

mercoledì 12 febbraio 2014

Via Atenea.

Dal palazzo del Camera di Commercio fino alla chiesa di San Lorenzo una epidemia di "serranda abbassata" ha colto la Via Atenea.
Negozi chiusi, via deserta.
Non si poteva fare niente?
Magari evitando di caricare con balzelli locali le attività che chiedevano un po' di respiro o promuovendo nuove attività.
Di cosa si campa ad Agrigento? 
Una via così desolata non fa bene al turismo che dovrebbe e potrebbe reggere l'economia di questa città, che ha tesori da mostrare, fiera, a tutto il mondo.
Abbiamo girato un video di un tratto della Via Atenea, paurosamente coinvolto dalle chiusure.

Abbiamo fatto le foto dei magazzini chiusi e pieni di pubblicità abusiva che rende tetra e sporca l'immagine di una città turistica. Molti esercenti si sono trasferiti in tratti più vivi o al centro commerciale:
La via è un cimitero di attività, un cimitero di vite economiche infrante contro il muro della disorganizzazione e della non voglia di portare alla ribalta Agrigento per i suoi tesori invece che per le sue vergogne.
La mostra "Peso dunque sono" occupa degli spaziosi locali, chiusa anch'essa:
Sono chiusi anche i cancelli di qualche altra iniziativa di servizio alla via, come quello che avrebbe potuto (o dovuto?) essere un piccolo presidio sanitario:
Noi vogliamo dare un contributo per la nostra città.
C'è un piccolo video che gira su youtube e mostra Agrigento con gli occhi del cuore. 
E' un tributo d'affetto che ha intenerito gli emigranti e portato le belle immagini di Agrigento nel mondo. 
Ha avuto 1000 visualizzazioni in due giorni.
Prossimamente ne vorremmo realizzare qualche altro, con sottotitoli nelle lingue europee per portare anche solo qualche turista in più.
E' uno sforzo che facciamo col cuore per la nostra città.  In cambio vorremmo solo rivederla sorridere.