sabato 14 marzo 2015

Ad Agrigento le piste ciclabili non hanno fortuna

Zona Porta Seconda, Casa San Filippo, la marna è scesa giù sulla pista ciclabile. 
In alcuni punti ci sono anche 30 cm di fango, quasi solido.










martedì 10 marzo 2015

Diga Consolida. Agrigento.



Un altro spreco. Per anni l'invaso è stato anche illuminato. Sono stati montati dei motori. 
Adesso tutto è rubato. Asciutto. Inutile. 
La diga sul fiume Ipsas che doveva creare giardini è rimasta solo una cicatrice di cemento che deturpa la campagna.
Doveva accumulare volumi d'acqua per alimentare le reti idriche dell'A.I Aragona-Favara 
Da qui, si possono vedere costi e strutture. Vasca a pelo libero in Cemento armato:
Altezza [m] 8 
Larghezza [m] 115 
Lunghezza [m] 115 
Capacità [mc] 100000
Pare che qualcuno ha dovuto lasciare le proprie terre per quest'opera strategica.
Pare che ci sia una strada che doveva portare al nuovo ospedale e invece si è bloccata nonostante l'esborso di denaro pubblico.
Costruzione dell'invaso Consolida nell'ambito delle opere di infrastrutturazione dell'A.I. di Aragona Favara per l'importo di € 13153124,00
Secondo intervento avente come oggetto: “Opere urgenti per la messa in esercizio e manutenzione straordinaria dell’invaso Consolida nell’Area Industriale di Aragona-Favara” per un costo totale intervento di € 909.084.000













Un aiuto dagli agrigentini per Agrigento?

Non abbiamo idea se, nella povera realtà della nostra città, ci siano e quante siano le persone in condizione di essere beneficiari di misure di sostegno al reddito.
Con il progetto #diamociunamano del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, questi agrigentini avrebbero la possibilità di sentirsi utili alla città e partecipare attivamente alla vita sociale in diversi settori,questi i principali:

Accoglienza e inserimento sociale di soggetti svantaggiati e vulnerabili
Accompagnamento e assistenza sociale
Assistenza sanitaria e socio-sanitaria
Cultura, turismo e ricreazione
Educazione ed istruzione
Inclusione sociale e pari opportunità
Promozione della cittadinanza attiva e partecipata
Protezione civile
Protezione dell'ambiente
Sport
Sviluppo economico e coesione sociale
Tutela e protezione dei diritti e contrasto alle discriminazioni
Tutela e valorizzazione del patrimonio artistico e cultura



Lo Stato con l'articolo 12 del decreto-legge 90 del 2014 prevede che: "i soggetti beneficiari di misure di sostegno al reddito possano essere invitati a rendersi disponibili, in forma volontaria, per essere coinvolti in attività di volontariato a fini di utilità sociale in favore della propria comunità, nell'ambito di progetti realizzati congiuntamente da organizzazioni di terzo settore e da comuni o enti locali.


Per avviare concretamente questa iniziativa ed assicurare la verifica dei risultati, è importante che i comuni e le organizzazioni forniscano ai cittadini ogni utile informazione sulle finalità e sulle caratteristiche di questa nuova misura. 



Una volta acquisita la disponibilità del soggetto e verificato il possesso dei requisiti, l'organizzazione di terzo settore potrà richiedere all'Inail l'attivazione della copertura assicurativa a valere sulle risorse dell'apposito Fondo nazionale istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali."

Le pagine del Ministero del Lavoro, dove comuni e associazioni possono registrare i loro progetti, è questo:

Può essere uno strumento utile se c'è una progettazione mirata ai bisogni della città.
E' un modo per misurare la buona volontà dei cittadini. 
Ci lamentiamo della classe politica/dirigente: ci comporteremmo diversamente?
Possiamo lavorare con abnegazione?
Mettiamoci in gioco.

Sempre che il Comune decida di darcene la possibilità, dopo aver bocciato il regolamento per l'inserimento della cittadinanza in un ruolo attivo per la cura dei beni comuni.

Abbiamo comunicato alla Commissario, tramite PEC al protocollo, l'esistenza di questa possibilità per il Comune.





martedì 3 marzo 2015

Facciamo luce sull'illuminazione cittadina

Dall'anno scorso l'illuminazione della nostra città è nel caos più completo. Pali tagliati e mai più rimontati, intere zone al buio, mille disservizi, luce di giorno e buio di notte, cambi di gestore... che succede?
Facciamo luce!
Abbiamo visto i pali di San Leone:


e le luci psichedeliche del Villaggio Mosè (qui)
Abbiamo visto la nostra bacheca riempirsi di segnalazioni.
Le segnalazioni andrebbero fatte alla GEMMO SpA.
L'annuncio il 3 Aprile 2014 è affidato ad un comunicato (qui): Il Comune di Agrigento informa i cittadini che l’Ente ha sottoscritto una convenzione con l’impresa GEMMO S.p.A. per la fornitura e la manutenzione del servizio di illuminazione pubblica. Pertanto, eventuali segnalazioni di guasti agli impianti pubblici andranno comunicate al numero verde 800.33.99.29
Il servizio è attivo 24 ore e per le chiamate fuori dall’orario di copertura degli operatori del call center, il sistema sarà gestito con risponditore automatico. Per segnalare un guasto occorre leggere il numero identificativo del sostegno o quello vicino al punto luce guasto. 
Se il numero non è leggibile, verificare il numero civico della via più vicina al punto luce. E’ inoltre possibile effettuare le segnalazioni inviando una mail al seguente indirizzo consip.lotto8@gemmo.com.

Il comune di Agrigento, dopo una gara per la fornitura nel 2010/2011, che ha portato a ricorsi e ad un nulla di fatto, ha deciso di aderire alla convenzione CONSIP. 
Consip è una società per azioni costituita nel 1997 dal Ministero del Tesoro (oggi Ministero dell’Economia e delle Finanze, MEF), che ne è azionista unico.





In pratica la CONSIP fa delle grandi gare per lotti, costituiti da una o più regioni, per selezionare le aziende che possono concedere le migliori condizioni possibili alle pubbliche amministrazioni. 
La convenzione a cui ha aderito il nostro comune si chiama “Servizio Luce 2“ e per il Lotto 8, quello che comprende la Sicilia, la gara della CONSIP è stata aggiudicata a Gemmo S.p.A.
Quanto ci costava prima l'illuminazione cittadina?
"Il comune, come scritto nella delibera della giunta comunale di fine dicembre 2013 che sancisce l'adesione alla convenzione, non dispone di personale per la manutenzione degli impianti di pubblica illuminazione e semaforici e che tale servizio viene affidato in appalto con contratti generalmente biennali, sostenendo una spesa complessiva media (tenuto conto dell'ultimo triennio) di € 190.000,00 circa annui"
Adesso, oltre l'economicità: "il servizio proposto dalla CONSIP "SERVIZIO LUCE 2", migliora la qualità del servizio reso alla cittadinanza anche ai fini della sicurezza dei cittadini;" 
Finora non ce ne siamo accorti!
La nostra amministrazione ha scelto il contratto esteso, cioè che ci vincola per 9 anni.
Ha scelto anche di inserire nel contratto l'opzione della gestione dei semafori.
In città i semafori non funzionano, hanno luci mancanti, sono mal regolati, penzolano e, così come i lampioni, sembrerebbero senza nessun controllo.
La convenzione è partita ad APRILE 2014: non hanno ancora avuto tempo di occuparsi dei semafori?


Il capitolato CONSIP Convenzione "Servizio Luce 2", nel caso di adesione al "contratto esteso" della durata di 9 anni, in pratica, prevede:


• La gestione, manutenzione e fornitura dell'energia elettrica degli impianti d'illuminazione comunali a fronte della corresponsione di un canone annuo, da liquidare trimestralmente;



• L'efficientamento e riqualificazione energetica con l'installazione di corpi illuminanti (armatura completa di lampada) a tecnologia LED di ultima generazione ad alta efficienza illuminotecnica con i quali verranno sostituiti i corpi illuminanti a vapori di mercurio ed a sodio alta pressione;



La gestione, manutenzione e fornitura dell'energia elettrica degli impianti semaforici a fronte della corresponsione di un canone annuo, da liquidare trimestralmente;

• L'efficientamento e riqualificazione energetica degli impianti semaforici;

• La verniciatura di tutti i pali e sostegni, contro la corrosione, a maggior tutela del grado di stabilità e per un più rispondente inserimento nell'ambiente urbano degli stessi;

• La possibilità di effettuare interventi extra-canone (manutenzione straordinaria, interventi dì adeguamento normativo) nei limiti del 20% del canone complessivo, da potere ordinare già a partire dalla data di avvio del servizio, il cui compenso potrà essere corrisposto in rate trimestrali in nove anni a interessi zero. Ciò consentirà all'Amministrazione di intervenire autonomamente e prontamente sia in casi di necessità e sia per interventi programmati;

• L'applicazione, per gli interventi "extra-canone", di un ribasso del 38% (e dell'80% dei costi generali e utili di impresa laddove previsti) sui listini di riferimento 


Nel punto 2 della delibera si prescrive che: 
l'integrazione nel Capitolato Tecnico dell'articolo relativo alla responsabilità civile ed alla polizza assicurativa al fine di garantire l'Amministrazione Comunale da Responsabilità causate dagli impianti d'illuminazione e semaforici comunali successivamente alla consegna degli stessi alla Società Gemmo S.p.A. 
Avere una polizza non preclude il dover cercare di evitare, a priori, che ci siano danni o incidenti come quelli che, potenzialmente, possono essere causati da qualcuno dei pali di San Leone.

Il punto 6 prevede che:
I nuovi apparecchi illuminanti dovranno garantire i valori di illuminamento al suolo a soddisfazione dei parametri normativi degli standards di legge, restando a carico della società GEMMO S.p.A il compito delle relative misure/verifiche con il controllo tecnico dell'Ufficio comunale competente;

Questi i costi:

Convenzione CONSIP "SERVIZIO LUCE 2 "

- Impianti di Pubblica Illuminazione



Canone complessivo anni 9 (nove)€ 11.656.868,22 più IVA al 22% = € 14.221.379,34;




Convenzione CONSIP "SERVIZIO LUCE 2 " - Impianti Semaforici

Canone complessivo anni 9 (nove): € 22.334,94 più IVA al 22% = € 27.248,75;

Insomma, un'operazione che dovrebbe garantire risparmio e innovazione alla nostra città, almeno sulla carta.
Con spese medie dichiarate, prima dell'adesione alla convenzione) di circa un milione e 900mila euro annui è un bel risparmio, considerato anche il miglioramento tecnologico che dovrebbe implicare efficienza e affidabilità.
La realtà al momento, però, è questa:



Abbiamo inviato agli uffici comunali la nostra missiva corredata di foto.


Potete vedere la condizione precaria dei corpi illuminanti inseriti sui pali in vetroresina.
Uno si è già staccato ed è sostenuto dal solo filo elettrico, i VVFF sono stati allertati e hanno messo in sicurezza l'armatura stradale, staccatasi dal supporto in resina.
Abbiamo formalizzato al Commissario Straordinario e ai dirigenti del Comune di Agrigento la richiesta di effettuare una ricognizione sull’esecuzione di tali lavori.
Buona parte dei pali versa in queste condizioni.
Ravvisiamo pericolo per la pubblica incolumità.
Anche se nel contratto è prevista un’assicurazione che copre eventuali incidenti, preferiremmo che non ne accadesse nessuno nella zona balneare, densamente popolata nella stagione primaverile ed estiva ormai alle porte.
Nel contratto con la ditta appaltante abbiamo letto che “il servizio proposto migliora la qualità del servizio anche ai fini della sicurezza dei cittadini”, con queste premesse non ci sembra possibile.






lunedì 2 marzo 2015

Pillola di Emanuele per mandar giù l'acqua. Una. Verso il 7 Marzo 2015


Nella convenzione di gestione del servizio idrico integrato, stipulata dall'ATO e dal gestore idrico, è presente l'art 19 che stabilisce l'entità del canone di concessione, cioè della cifra che il gestore è tenuto a pagare annualmente a tutti i comuni in cui effettua il servizio.

Nell'art 19 è contenuta una delle motivazioni con cui si può risolvere il contratto con l'attuale gestore idrico.



Per il primo anno dovevano essere distribuite ai comuni dell'agrigentino 702mila euro, negli anni seguenti la cifra doveva essere rivalutata e distribuita, detratti i costi di funzionamento.

Queste cifre sono arrivate ai comuni?
Sono nelle entrate dell'ATO, utilizzate per i costi di funzionamento?
Sono nei bilanci dei vari enti?
Purtroppo i bilanci non sono alla portata dei cittadini, in quel poco che abbiamo visto e con i nostri occhi da profani non le abbiamo trovate.
Se queste cifre non ci sono, i sindaci che non le hanno ricevute potrebbero usare questo articolo come mezzo per scardinare la convenzione.



sabato 28 febbraio 2015

San Calogero: ci sono i soldi?

Per la precisione:


Per fare la festa del Santo che aiutava i poveretti, negli ultimi anni, si è attinto al fondo di riserva.


Come leggiamo nell'esaustivo articolo qui:

“Fondo di riserva”, un capitolo di bilancio di esclusiva pertinenza sindacale che, stando all’articolo 166 del Testo unico enti locali (almeno nella versione aggiornata nel 2012) deve essere utilizzato “nei casi in cui si verifichino esigenze straordinarie di bilancio o le dotazioni degli interventi di spesa corrente si rivelino insufficienti”.

Ma, invece di essere usato per scopri propri, ha, in questi anni, salvato (anche) la "festa" che non è un'esigenza straordinaria ma un evento prevedibile e sempre fissato la prima settimana di Luglio.
Sempre dallo stesso articolo, che vi consigliamo di leggere per capire come la politica spende i soldi delle tasse riservati alle emergenze, rileviamo che è stato usato per il Santo negli ultimi anni, così:

30/12/2011 29mila euro
28/12/2012 30mila euro
30/12/2013 13mila euro

Non entriamo nel merito delle esigenze dei poveri agrigentini a cui il frate era devoto.

Adesso leggiamo che lo stanziamento ha ripreso il suo posto nei bilanci comunali del 2014: il 31/12/2014. 
Lo apprendiamo da un documento uscito ieri sull'albo pretorio, messo "a testa a puzzuni" perché è troppo pretendere trasparenza di qualità ad Agrigento... ci vorrebbe un miracolo!

Gli uffici (dimenticano in fretta?) scrivono che ogni anno l'evento è stato patrocinato "assicurando l'erogazione di un contributo SPECIFICATAMENTE INDIVIDUATO NEL BILANCIO COMUNALE"




La festa passata del 2014 è pagata.
E' per il 2015???? 

martedì 17 febbraio 2015

"Bandiamo" la spazzatura?

A che punto è la "progettazione dei servizi di igiene urbana e dei servizi connessi nel territorio dell'ambito raccolta ottimale (ARO) del comune di Agrigento" che abbiamo pagato 20mila euro?
Abbiamo parlato qui di tutte le incongruenze.

Adesso, dato che l'amministrazione provvisoria si è resa conto della difficoltà della realizzazione del sistema in house cosa fa?
Chiede di realizzare una gara per affidare per DUE ANNI il servizio di spazzamento, raccolta e trasporto per il raggiungimento della percentuale del 40% della raccolta differenziata:
   

Insomma, sta lavorando al posto del prossimo sindaco. 
Speriamo che questo serva a farci risparmiare soldi!!!
Intanto, con affidamento DIRETTO, per la cifra forfettaria di 8.500 euro, è stata affidata la redazione dei bandi alla stessa ditta incaricata della progettazione dei servizi di igiene urbana e dei servizi connessi nel territorio dell'ambito raccolta ottimale (ARO).

Qualcuno potrebbe avere il dubbio che sia stato fatto per alzare la cifra del corrispettivo che, magari, era effettivamente troppo bassa!


Cosa succederà quindi al nostro pattume?
Fino al 30/4/2015 il servizio è ancora prorogato al raggruppamento di imprese che lo ha espletato finora. 
Poi, se i documenti saranno pronti (quelli degli 8500 euro) sarà esperita la gara. 
Tempi di gara, magari impugnazioni del risultato e poi due anni di affidamento per arrivare al 40%, se ci riusciamo, di raccolta differenziata.
E poi ci dovrebbe essere la gara per l'ARO (quella per cui abbiamo pagato i primi 20mila euro). 
Chissà se, a quel punto, sarà ancora in carica il prossimo sindaco!
E la raccolta differenziata? Quella vera?







martedì 10 febbraio 2015

NOTA DEI CITTADINI DI AGRIGENTO PUNTO E A CAPO



Noi siamo per Agrigento. 

Abbiamo schivato gli schiamazzi di una campagna elettorale, cominciata in largo anticipo a ridosso delle dimissioni dell’ex sindaco, e abbiamo assistito sbalorditi a orde di persone che si raggrumavano intorno a sprazzi d’impegno civico, esprimendosi al plurale ma presentandosi da soli, creando e disfacendo alleanze in un fiat, presentando candidati sindaco (e sedi di partito) un giorno e insultandoli il giorno dopo. 

Quotidianamente in TV nuove apparizioni denunciano i mali di Agrigento. Una fiera di “Noi l’avevamo detto, noi abbiamo fatto...” con entità che si manifestano, prevalentemente o quasi esclusivamente in televisione, solo da pochi mesi. Tra di loro anche personaggi stantii che cercano di riciclarsi, inventandosi un passato immacolato e impegnato, per garantirsi il futuro.

E mentre noi stavamo a schiena diritta, gingillandoci con un pò di goliardia, perché per noi l’impegno civico non è un LAVORO ma un modo di reagire a ciò che in città non ci piace, alcuni candidanti ci tiravano per la giacchetta, ma non abbiamo visto in loro un reale e spassionato impegno per il bene comune.



Nel tempo ce ne hanno dette di tutti i colori. Ma in questi quattro anni di intenso impegno civile, sono solo riusciti a compattarci e farci diventare più determinati, sempre più convinti che, con l’impegno e la perseveranza, si può cambiare il mondo.

Siamo stati chiamati “Robinuddi” e “Donchisciotti” perché ci siamo incaponiti nel far risparmiare alcuni milioni di euro alla nostra provincia. Siamo riusciti anche in questo e ne siamo fieri.

Siamo Robinuddi! Vogliamo che chi amministra si comporti adeguatamente per ridare a noi ed ai nostri concittadini una città decorosa, pulita, efficiente e moderna.

Ci sono le frustrazioni di alcuni personaggi che, non avendoci potuto cooptare, sobillano chi ci stima insinuando fantastici interessi. 

L’unico interesse che perseguiamo è far diventare questa città bella e felice. E i soldi li abbiamo sempre spesi e mai presi. 

Dopo anni di impegno siamo ancora apostrofati come “quelli delle buche”, nonostante ci siamo anche occupati di tanti altri temi con toni seri e documentati, come le denunce richiedevano.



Adesso ci dobbiamo “difendere” da un complimento ricevuto che qualcuno utilizza contro di noi come arma impropria. L’on. Firetto, uno dei candidati alla poltrona di sindaco della nostra amata città, ha lodato il nostro impegno pluriennale e ciò ha scatenato un turbine di invettive da parte di chi si è sentito da noi “rifiutato”.

Sulle pagine di Facebook siamo diventati i furbi pronti a saltare sul carro di quello che molti vedono (e temono) come il probabile vincitore della prossima competizione elettorale. 

Noi siamo contenti di avere avuto finalmente un riconoscimento significativo sul nostro operato da parte di chi è stimato e apprezzato dalla maggioranza degli agrigentini per ciò che ha saputo fare come sindaco, coniugando sviluppo e tradizione, in quella che era una volta parte sostanziale di Agrigento, la Marina di Girgenti.



Noi siamo con Agrigento. 

Cerchiamo chi voglia combattere CON NOI quelli che non sono mulini a vento ma piaghe di questa città; sono veramente tante: il degrado morale, lo sbriciolamento del territorio, la sottrazione del bene comune, il diabolico blocco di ogni tipo di sviluppo.

Siamo pronti a costruire portando con noi il nostro bagaglio di esperienze, contatti, proposte sincere e denunce reali.

Per questo motivo siamo più che felici nell’apprendere di questo possibile canale di confronto e di ascolto per costruire una città migliore dopo averla soltanto immaginata.

Nulla muterà nei nostri intenti e nelle nostre azioni, continueremo il nostro cammino civile senza fare sconti a nessuno, senza defilarci, senza mai rinunciare al nostro carattere libero, sincero e cristallino, perché la nostra visione sarà sempre quella del cittadino, del contribuente, dell’agrigentino.



10/02/2015 I cittadini di Agrigento Punto e a Capo



venerdì 30 gennaio 2015

Voglia di trasparenza?

Su questo blog ci eravamo lamentati di una presunta mancanza di documenti riguardanti le "prestazioni" dei consiglieri. 
Non siamo giornalisti, non siamo esperti del settore e soprattutto non stiamo sempre a spulciare l'albo pretorio.
Oggi però è tutto un fiorire di determine sulle competenze dei consiglieri, risalenti persino al 2012 e di rimborsi ai datori di lavoro.
Da una prima analisi sembrerebbe che, tali documenti, non fossero stati pubblicati prima. Analizzandone uno a caso si nota la regolarità contabile risalente ad ottobre 2012, con la copertura finanziaria dei gettoni esecutiva già a quel tempo ma senza gli estremi di pubblicazione nell'albo pretorio.

Perché? 
Vuoti di memoria?
Ricordiamo che nel 2012 gli uffici del comune meritarono le indennità di risultato al massimo livello.



Con questi ultimi dati possiamo vedere se e come sia cambiato il comportamento dei consiglieri prima e dopo l'adozione del tetto massimo di 780,88 euro.
Ad esempio nel Luglio 2012:






e nel luglio 2013:




Queste sono invece le ultime pubblicate del 2014, si vede come diminuiscono le riunioni dei capigruppo ma come, per qualcuno soprattutto, aumentano i gettoni che prima raramente superavano la ventina ma nessuno, in queste arriva al tetto massimo di quasi 1700euro.


nel 2011, a Novembre, il Consiglio Comunale, a pochi mesi dalle elezioni, votò l'introduzione di un tetto massimo per le competenze dei consiglieri a far data dal 01/01/2012:



NON MENO SCANDALOSO:
Oggi sono state pubblicate anche le spettanze di Dicembre 2011 quando il tetto di 780 euro, come adesso, non c'era. 
Si nota nelle spettanze che qualche consigliere si avvicina con notevole precisione al tetto dei 1561,76, allora in vigore.
Di seguito il dato pubblicato. 
Sembra anche peggiore di quelli di adesso, 10mila euro in più!!! Come la mettiamo?


mercoledì 28 gennaio 2015

La città più gettonata dei mortali

Qual è l’evoluzione della definizione di Pindaro per Agrigento? La città più gettonata d’Italia! 
Più che un’evoluzione è stata un’involuzione per la nostra città che, invece di un’invasione di turisti, si trova assaltata dai suoi stessi abitanti ma,  i più onorevoli, il gettone lo prendono invece che elargirlo!

Non vorrete mica negare che Agrigento sia stata invasa da un branco di lanzichenecchi? 
Vedi nel traffico, vedi la sporcizia per terra, le auto in doppia fila, le cacche di cane, il salto della coda e poi il cercare l’amico per il certificato e il favore, il lecca-lecca per la raccomandazione per un lavoro. 
Ad ogni elezione è logico che tutti i nodi vengano al pettine, con risultati mortificanti per Agrigento.

L’altro ieri la trasmissione Piazza Pulita ci ha servito la cosiddetta “malafigura”: un dirigente regionale davanti  agli uffici della biblioteca pirandelliana (180mila euro/anno l’affitto) CHIUSI per il riposo del personale  e poi  i tanti custodi nella casa di Pirandello. Il dirigente ironizza col giornalista e a fine servizio gli riserba un gesto come per mandarlo a quel paese. 
Cosa ha scatenato  la sua reazione? Il giornalista si è permesso di definire l’ente un ammortizzatore sociale perché, con solo 50mila euro di ricavo, deve pagare una sessantina di stipendi tra cui quello del dirigente che si aggira sui 70mila euro.


Dopo il lunedì nero, il martedì televisivo per Agrigento è stato altrettanto nero: altra prima serata e altra brutta figura da prima pagina.

Casarini, ieri sera durante Ballarò, ha evocato per l’ennesima volta i palazzoni che sfregiano questa povera città come a sottolineare che ormai Agrigento è notoriamente terra di nessuno e tutti possono fare ciò che vogliono: "cu pigghia un turco è sò".
Lo spettacolo mostrato è stato pietoso, entra nel novero delle notabili figure barbine dei rappresentanti politici agrigentini.
Dopo Piazza che si nasconde sotto la scrivania, Fontana che vuole vendere la fontana di Trevi e le palme di D’Orsi adesso ecco i consiglieri che, digrignando i denti, difendono il loro diritto al gettone.
Il diritto va bene, anche se, sembrerebbe che, del diritto si siano tirati “a mano cu tuttu u vrazzu”. 
E così, invece di rispondere pacatamente che forse si è esagerato e ritirarsi dietro ad un “No comment”, si sfida il giornalista con magri e poco consoni risultati.


Rappresentanti del popolo? Il popolo dovrebbe chiedere risarcimenti per il danno d'immagine! Che cittadini possono esserci dietro tali rappresentanti?
 Se è vero che hanno fatto tante commissioni per il bene della città, vogliamo informarli, ancora una volta, che entro il 15 febbraio la maggior parte dei consigli dei comuni serviti dal gestore idrico metterà nell’ordine del giorno e voterà il passaggio al regime comunale per la gestione del servizio. 
E ad Agrigento? I consiglieri che faranno? Avranno deliberato ciò che vogliono i cittadini, che hanno votato per acqua pubblica, o faranno finta di niente?

Il 3 Febbraio saremo anche noi insieme a tutti i cittadini, stufi dei disservizi e sfiniti dalle tasse, davanti al Comune durante il consiglio comunale per chiedere conto e ragione. 
Ai consiglieri chiediamo uno scatto d’orgoglio e d’amore per questa città: dimettetevi e fatevi dimenticare.