Tanti agrigentini e alcuni turisti hanno goduto delle proposte del FAI per la primavera 2014.
Come sempre, questa associazione, riesce ad aprire al pubblico dei tesori che, il resto dell'anno, non sono accessibili perché proprietà privata oppure pubblica normalmente non disponibile per le visite.
Molti di noi sconoscevano l'esistenza della casina Giambertoni,
una antica fazenda privata (e quindi normalmente non accessibile) affacciata sullo straordinario Quartiere ellenistico romano (dicui, abbiamo notato, si sconoscono gli orari di apertura).

Dall'altra parte della casina, terrazze dalla splendida vista: Templi e mare.
Vicino al BOULEUTERION, abbiamo potuto ammirare, tra l'altro, il mosaico di un Pegaso che, come denunciato da una delle giovani ed entusiasteguide di questa esperienza nella valle, resiste al sole, alla pioggia e alvento e non è segnalato adeguatamente per cogliere l'attenzione dei visitatori.
Tanta gente, in fila, ha aspettato il proprio turno per visitare l'IPOGEO GIACATELLO, famigliole coi bimbi per mano che non vedevano l'ora di indossare il caschetto.
La gente usciva entusiasta della visita a questa antica cisterna, ex granaio con mole per la macina al suo interno. Messo il casco si percorreva al buio lo stretto cunicolo d'ingresso: l'adrenalina saliva!
I suggestivi chiaroscuri all'interno, l'ambiente unico e misterioso ci hanno dato ancora di più la convinzione che una terra ricca di bellezze come la nostra potrebbe diventare ricchissima sfruttando, anche con un piccolissimo sforzo, ciò che abbiamo.
Se con i soli proventi del parco si riescono a fare tante cose, compreso la dilapidazione del denaro al comune di Agrigento per iniziative che, con la promozione turistica, c'entrano veramente molto poco, chissà cosa si potrebbe fare mettendo (a pagamento) a disposizione del pubblico, anche solo alcuni giorni della settimana e per poche ore (debitamente pubblicizzate) tanti beni chiusi.
Ieri pomeriggio, ad esempio, era persino chiusa la Chiesa di Santa Maria dei Greci. Almeno una sessantina di persone sono andate via deluse avendo potuto solo ammirare il catenaccio sul cancello di ingresso. Non sarebbe male un cartello con giorni e orari di apertura.
Da aprire al pubblico ci sono anche alcune necropoli, San Biagio, ipogei, santuari e tanto altro che nemmeno immaginiamo.
Anche ciò che è aperto al pubblico sconoscendone l'esistenza è come se fosse chiuso, invisibile.
Bisogna fare un po' di pubblicità, magari anche utilizzando le vetrine della via Atenea, e rendere fruibili i beni usando le legioni di disoccupati di cui questa terra è ricca.
Capiamo bene che l'interesse della politica è far capire che l'unico modo per ottenere un lavoro è chiedere un favore e quindi promuovere delle iniziative per la gestione dell'immenso patrimonio che possediamo non è cosa da fare.
Per questo è nato anche un piccolo progetto.
Vorremmo fare alcuni video per raggiungere tanti potenziali visitatori delle nostre zone.
Il primo lo trovate qui.
Il primo lo trovate qui.









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