mercoledì 11 dicembre 2013
Albero di Natale
L'albero di Natale è un segno di consumismo e c'è la crisi economica.
Che senso ha fare un albero in piazza? Un simbolo di abbondanza dove c'è tanta penuria!
Così come il presepe, l'albero è un punto attorno a cui fare comunità: in città come e casa, a scuola come in fabbrica.
E' il simbolo davanti al quale scambiarsi gli auguri e fare un'unica festa.
Mentre qualcuno ha trovato l'albero della cuccagna lasciando i cittadini a secco, gli agrigentini pagate le ultime tasse con lo stipendio di dicembre e la tredicesima, guardano le piazze vuote, che evocano i loro portafogli.
Rimane la voglia del Natale, dei Natali passati dell'Infanzia e del Natale presente e di quelli futuri, da riempire di promesse per i nostri figli.
L'amore per il quartiere della Bibbirria ha spinto un privato a sistemare un albero sul troncone di palma rimasto al centro della strada. Un gesto d'amore, al momento, senza luce (nemmeno quelle della ribalta).
Lanciamo una provocazione per un Natale a costo (quasi) zero.
Si sarebbe potuto chiedere alle scuole di adottare un albero e adornarlo con materiale di riciclo, un modo per accrescere il senso di comunità e di bene comune.
Magari un albero per ogni piazza, cominciando da quelle del centro storico, per farle conoscere ai piccoli cittadini, sviluppando un amore consapevole.
Immaginiamo che un assessore sapendo che, da un momento all'altro, uscirà dalla giunta per i capricciosi giri di valzer del sindaco, non potrà lavorare con serenità e programmare attività future.
Il bene della città può essere perseguito inseguendo la carriera politica, cambiando alleanze e casacche?
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se non si è fatto niente a Natale figuriamoci a capodanno, che tristezza! I figli tornano e sono contenti di andarsene
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