domenica 8 dicembre 2013

Tempo di promesse

Fine d'anno. Tempo di bilanci e tempo di buoni propositi.
Vogliamo ricordare le promesse del 2007. 
Tanto tempo, tante illusioni e altrettante disillusioni.
13 pagine di propositi e promesse tra cui vi sfidiamo a trovare qualcosa che si sia concretizzato in questi anni o quantomeno tentato di realizzare.
Questo è il link: Programma Elettorale

Ma se siete pigri lo riportiamo anche qui:

COMUNE DI AGRIGENTO
ELEZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE E DEL SINDACO
ANNO 2007
DOCUMENTO PROGRAMMATICO
Enunciazione del programma politico del candidato a sindaco Marco Zambuto
1. Centro storico e occupazione .
Il programma politico di Marco Zambuto è suddiviso in alcune grandi aree tematiche tra di loro
strettamente connesse.
La prima di esse riguarda il centro storico e la necessità di avviare e realizzare un progetto di
recupero che assicuri, innanzitutto, occupazione (si pensi, ad esempio, a quanti lavoratori potrebbero
essere impiegati nei cantieri la cui apertura sarebbe necessaria alla riqualificazione urbana ed edilizia
delle diverse porzioni del centro storico) e che poi, in una prospettiva di medio e lungo termine,
garantisca vera ricchezza grazie alle centinaia di migliaia di turisti che, recuperato il centro storico,
finirebbero inevitabilmente con il soggiornarvi.
Dunque, in quest’ottica, riqualificare il centro storico significa dare nuova occupazione, creando
altresì le condizioni perché gli stessi privati, anche stranieri, possano investirvi i loro capitali.
Questa deve essere la linea di azioni e di interventi da seguire: i bisogni individuali dei singoli
cittadini (primo, fra tutti, il lavoro) non possono che trovare risposta e soluzione all’interno di un
progetto generale di sviluppo sociale ed economico.
Il ricatto della promessa, esercitato dal gruppo di potere che ha gestito la città negli ultimi anni e sul
quale si fonda il voto clientelare, è alla base del blocco politico e sociale che, all’inizio del terzo
millennio, impedisce ancora ad Agrigento di decollare.
Ed è inaccettabile che ancora oggi, nel corso di questa campagna elettorale, mestieranti della politica
tentino di strumentalizzare il bisogno reale della gente continuando a distribuire vuote promesse
elettorali.
Del resto, città come Siracusa, Trapani o Palermo, semplicemente sfruttando i fondi europei di
finanziamento (i cosiddetti POR), hanno assicurato un volto nuovo e moderno ai loro centri storici.
Ed un centro storico come quello agrigentino, adeguatamente recuperato, con gli edifici interamente
ristrutturati, con i vicoli e le viuzze rimessi a nuovo, con i balconi fioriti, con l’illuminazione
funzionante ad ogni angolo che ne esalti le bellezze architettoniche, con i palazzi storici stuccati, con
le chiese recuperate, diventerebbe una risorsa economica straordinaria, tornando ad essere l’anima
della città e la meta di centinaia di migliaia di turisti l’anno.
Ma una seria prospettiva di carattere generale necessita di concretezza.
Sotto questo profilo, è assolutamente indispensabile che il comune di Agrigento istituisca subito un
ufficio “Europa”, al quale affidare specificatamente il compito di redigere i progetti necessari per
recuperare gradualmente, accedendo ai finanziamenti comunitari previsti, il centro storico nelle sue
diverse e specifiche aree (pensiamo al Rabbato, al quartiere di piazza Ravanusella, a Bibbirria,
ecc…).
L’assenza di capacità progettuale ha relegato Agrigento ad essere il fanalino di coda della
programmazione finanziaria 2000-2006.
Ora, il 7 marzo 2007, la Giunta Regionale Siciliana ha approvato i nuovi documenti strategici per la
programmazione finanziaria 2007-2013 che sono adesso al vaglio della Commissione Europea.
Solo nel Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) sono stati previsti finanziamenti per oltre 6
miliardi e 539 milioni di euro.
Ecco perché è assolutamente indispensabile che il comune di Agrigento, nel corso della prossima
amministrazione, sia in grado di realizzare progetti, di intesa con gli organi della Regione e con gli
altri Enti interessati, con i quali concorrere a tali finanziamenti.
E’ un’occasione irrinunciabile.
Occorrerà poi contestualmente promuovere una seria politica di ristrutturazione degli immobili
privati attraverso fondi comunitari e nazionali appositamente richiesti dal comune e che siano
accessibili ai privati mediante la loro partecipazione a specifici bandi comunali.
Ma il centro storico non può essere pensato alla stregua di un normale quartiere residenziale, dove le
famiglie sostanzialmente si ritirino per il riposo dopo le attività di studio e di lavoro. Non cioè un
quartiere dormitorio, ma il centro simbolico della nostra cittadinanza, vitale di piccoli commerci e
botteghe di artigianato e di prodotti tipici, di locali e di attività volte all’accoglienza dei turisti ed al
servizio degli studi secondari e universitari.
In tal senso, utilizzare, per esempio, alcuni dei grandi palazzi recentemente recuperati o da
recuperare – ex Filippini, Palazzo Sanzo, ex Archivio notarile, ex Museo civico, il Carcere Vecchio,
ecc. – per accogliere scuole, corsi di laurea, significherebbe vivificare il nostro centro storico con la
presenza quotidiana di centinaia di giovani, i quali vanno alloggiati, serviti, ricreati. Case albergo,
bed and breakfast, pensioni, trattorie, librerie, copisterie, locali per lo svago, sono solo alcune delle
attività che s’insediano dove c’è una presenza costante di studenti. Recuperando il centro storico, si
potrebbe così invertire la dissennata tendenza a periferizzare le istituzioni scolastiche e formative, a
renderle extraterritoriali rispetto alla città. Del resto, ogni città s’identifica col suo centro storico. Se
il centro storico agonizza, la città perde la sua capacità di identificarsi in una storia, in una tradizione
condivisa, e si smarrisce, regredisce nel disordine e nell’assenza di regole, nel caos.
Anche i quartieri periferici hanno poi bisogno di un centro storico col quale porsi in comunicazione
dialettica. Del resto, senza un centro non può nemmeno parlarsi di periferia. Ed un centro storico è
tale solo se la vita vi fluisce, se accoglie e organizza le attività umane dell’apprendimento, dello
scambio e dello svago.
Infine, recuperato pienamente il centro storico, si dovrà garantire la sicurezza pubblica sia ai turisti
che agli stessi abitanti.
Nell’ambito dunque di questo generale progetto di riqualificazione urbana del centro storico e del
suo ripopolamento unitamente allo sviluppo delle attività commerciali, artigianali e turistiche, sarà
quindi necessario procedere nelle ulteriori seguenti direzioni:
- indire, di concerto con le Università degli Studi, con le associazioni e gli ordini professionali,
concorsi di idee per il recupero e la conservazione del centro storico e di sue parti (come Rabato,
piazza Ravanusella, Bibbirria, ecc..) nonché avvalersi dei progetti già selezionati quali vincitori dei
concorsi precedentemente espletati;
- promuovere presso gli istituti bancari la concessione di mutui a tasso agevolato in favore di chi
voglia acquistare la prima casa nel centro storico, individuando altresì fonti di finanziamento per
coprire, anche parzialmente, la quota di interessi dovuti;
- favorire all’interno del centro storico, anche rendendo celere, snello e certo il relativo procedimento
amministrativo, la riconversione a fini turistici di parte del patrimonio immobiliare privato in bed
and breakfast, ostelli, case vacanza, alberghi, al fine di contribuire allo sviluppo di un vero “turismo
di soggiorno”;
- favorire ancora, all’interno del centro storico, anche rendendo celere, snello e certo il relativo
procedimento amministrativo, la nascita e lo sviluppo di esercizi commerciali di vicinato, di
botteghe artigianali, di esercizi per la produzione e la commercializzazione di prodotti tipici, di locali
(bar, ristoranti, pizzerie, osterie, pub, ecc…);
- garantire l’accessibilità al centro storico nonché la mobilità interna attraverso i seguenti interventi:
1) l’individuazione di aree da destinare a parcheggio esterno;
2) il potenziamento degli esistenti mezzi di trasporto pubblico;
3) l’inserimento di elementi di accessibilità alternativi e di nuova tecnologia nel rispetto del
contesto ambientale (come scale mobili, ascensori, tapis roulants...);
- progettare e realizzare specifici interventi di valorizzazione e di recupero di vie, piazze, cortili,
vicoli, palazzi, monumenti e chiese;
- assicurare immediatamente l’illuminazione notturna in ogni via, vicolo, piazza, angolo del centro
storico, anche al fine di garantire la sicurezza pubblica;
- progettare e realizzare successivamente una nuova illuminazione pubblica che evidenzi ed esalti le
bellezze architettoniche esistenti;
- istituire diversi centri informativi a favore dei turisti e degli stessi abitanti;
- realizzare percorsi culturali, guidati e non, all’interno del centro storico, per consentire la piena
riscoperta degli edifici storici, delle chiese, dei vicoli, ecc…;
- progettare strutture per l’organizzazione di eventi che facciano conoscere le antiche tradizioni
popolari;
- realizzare una linea ferroviaria che colleghi il tempio di Vulcano con il centro della città.
2. Ancora occupazione.
Una buona amministrazione comunale non distribuisce posti di lavoro ma crea le condizioni
affinché nascano nuovi posti di lavoro.
In tal senso, la massima attenzione dovrà essere prestata alle attività produttive: alle imprese
occorre cioè assicurare massima efficienza e rapidità nel rilascio di tutte le autorizzazioni e
concessioni necessarie allo svolgimento della propria attività economica.
Lungo tale prospettiva, nei primi cento giorni della prossima amministrazione, dovrà rendersi
finalmente operativo ed efficiente lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP), ossia un
organismo unico che dovrà essere in grado, nell’arco di brevissimo tempo, di istruire e di deliberare
su tutte le richieste che le imprese rivolgeranno al comune di Agrigento.
In tal modo, alle imprese sarà possibile ottenere anche ad Agrigento ciò che altrove è ormai diritto
acquisito.
Del resto, nuovi orizzonti si prospettano all’impresa agrigentina: dalle energie alternative, al settore
agro-alimentare, alla trasformazione dei prodotti. Le richieste di insediamento nelle aree industriali
(ASI) aumentano: occorre che la nuova amministrazione comunale sia estremamente sensibile alle
istanze di queste imprese ed incentivi tali attività economiche sia attraverso la realizzazione delle
necessarie infrastrutture che attraverso interventi di sostegno all’innovazione, alla ricerca e al
rafforzamento delle piccole e medie imprese, per favorirne la crescita e la competitività.
Occorrerà avviare altresì un serio programma di ricerca e di innovazione nei settori delle nuove
energie e dell’agro-alimentare di concerto con la Camera di Commercio, con l’Università, con il
Consorzio ASI, con la Confimpresa e con tutte le altre Associazioni di impresa presenti sul
territorio.
Dovranno ancora essere utilizzati i finanziamenti previsti in favore delle amministrazioni locali per
assicurare che i fabbricati pubblici siano alimentati con energie alternative e contribuire in tal modo
alla riduzione dell’inquinamento atmosferico.
3. Occupazione, turismo e riqualificazione.
Agrigento ha oggi un tessuto di imprese nel settore turistico (alberghi, pensioni, bed and breakfast,
ristoranti, guide turistiche, servizi di trasporto, agenzie e operatori turistici, ecc…) che presenta
complessivamente un fatturato di oltre cento milioni di euro l’anno.
Per esempio, i bed and breakfast, pur essendo una realtà ancora modesta, dimostrano, con la loro
forte crescita (oltre 40 esercizi in pochi anni), che gli agrigentini sono pronti a fare impresa
scommettendo sulle proprie capacità, senza essere necessariamente costretti a fuggire dalla città e
senza soprattutto piegarsi alla politica della clientela e alla promessa del “posto fisso”.
Ma un’amministrazione che voglia seriamente guardare al futuro di Agrigento deve impegnarsi per
facilitare la nascita e la crescita di nuove imprese del turismo, eliminando tutti gli ostacoli
burocratici che si frappongano.
Oltre ad assicurare, come già sottolineato, incentivi ai proprietari che vogliano utilizzare i loro
appartamenti del centro storico per creare nuove residenze per un turismo di qualità; ed ancora
incentivi per la nascita ed il potenziamento nel centro storico e nelle altre aree a densità turistica di
attività di ristorazione, di botteghe artigiane e di prodotti locali, di esercizi di commercio e di servizi
aggiuntivi.
Ma, sempre in prospettiva turistica, oltre al centro storico, occorre riqualificare altre aree importanti
della città.
In tal senso, anche con l’intervento finanziario dei privati, sulla scorta delle indicazioni contenute
nel Piano Regolatore Generale e nel Piano del Parco Archeologico e soprattutto abbracciando le
tematiche del Piano Strategico, Villaseta ed il suo ex Centro Commerciale dovranno essere
trasformati nel luogo dedicato all’accoglienza dei turisti, favorendo nel contempo la nascita e lo
sviluppo di nuove attività commerciali ed artigianali al servizio dei turisti che giungono in città.
Pertanto, dovrà essere necessariamente ripensato l’intero quartiere di Villaseta quale area urbana
nuova, recuperata nella sua architettura, degna porta d’accesso alla Valle dei Templi ed area di
contatto tra il Porto Crocieristico e la Città d’Arte.
Ed altrettanto andrà fatto nell’area di Villaggio Mosè.
In uno sforzo immediato da condividersi con la Camera di Commercio, con le Organizzazioni delle
imprese, con i Sindacati, ed anche con gli stessi commercianti ed i rappresentanti dei cittadini che vi
risiedono, andrà prontamente riqualificato, abbellito e ripulito l’asse principale di viale L. Sciascia
ed andranno potenziate le due vie laterali a valle e a monte dello stesso viale L. Sciascia (via dei
Fiumi e via Lucrezio).
Andranno inoltre concordati con gli stessi commercianti e con le loro organizzazioni gli orari, le
promozioni, la pulizia, le illuminazioni, il decoro urbano e quant’altro sia assolutamente necessario
affinché il Villaggio Mosè diventi un Sistema Commerciale di Pregio.
Così come andrà regolato il trasporto pubblico locale ed andranno assicurati appositi servizi per i
turisti (bus-navetta).
Né può passare sotto silenzio la questione legata al Palacongressi: altro clamoroso esempio
dell’incapacità politica di agevolare lo sviluppo.
Il Palacongressi dovrà andare in concessione a chi dimostrerà di avere la migliore soluzione per una
gestione che produca ricadute positive per la città in termini sia di reddito che di occupazione.
4. Fascia costiera (San Leone, Cannatello, Zingarello, Maddalusa).
Anche la fascia costiera agrigentina è una risorsa economica gravemente sottoutilizzata.
Le previsioni contenute nel nuovo Piano Regolatore Generale sulla fascia costiera agrigentina ne
offrono infatti ampi margini di valorizzazione in chiave turistica. L’obiettivo finale deve essere
quello di trasformare la Fascia Costiera, insieme con la valorizzazione della Valle dei Templi ed il
recupero del Centro Storico, nonché del centro di Villaseta e di Villaggio Mosè, in uno dei cinque
poli di una unitaria strategia turistica. E’, infatti, inammissibile continuare a dare credito ad una
politica che, limitandosi a navigare a vista, ha consentito nella zona costiera, oltre ad un’espansione
urbanistica senza regole, un sovraffollamento del tutto scriteriato. Occorre dunque, anche in questo
ambito, invertire la rotta, tentando, nell’ambito di un progetto di breve, medio e lungo termine, di
dotare San Leone di tutti i servizi che competono ad una cittadina turistica, cercando al contempo,
con interventi mirati di riqualificazione urbana, di recuperare le antiche suggestioni del piccolo
borgo marinaro che è stata.
Noi immaginiamo altresì che il porticciolo turistico debba diventare un vero “Marina”: più grande,
per accogliere imbarcazioni da diporto di maggiore cabotaggio; dotato di tutti i servizi di
accoglienza e di quelli tecnici, anche quelli per gli usi invernali: intorno ad un “marina” ed al
turismo nautico girano enormi risorse e decine di posti di lavoro.
Occorrono in primo luogo un progetto sostenibile e l’ottenimento delle autorizzazioni per realizzare
ed approvare il Piano Regolatore Portuale; inoltre, l’amministrazione comunale dovrà chiedere
l’inserimento del porto di San Leone nel Piano Strategico Regionale di Sviluppo della Nautica dal
quale è stato inspiegabilmente escluso.
Proporremo inoltre la riqualificazione del fronte a mare (Water front) e della foce del fiume, da cui
potrebbero immaginarsi percorsi a piedi per la risalita verso la Valle dei templi.
Occorrerà, inoltre, iniziare ad operare attraverso una serie ulteriore di imprescindibili interventi:
- redigere il Piano Spiagge (strutture ivi realizzate, accessibilità e fruibilità degli arenili demaniali,
dotazioni minime di tali strutture) in conformità alle recenti disposizioni emanate dall’assessorato
regionale Territorio ed Ambiente, privilegiando le strutture dirette esclusivamente alla fruizione
degli arenili e del mare e favorendo altresì la creazione o il mantenimento di strutture ricettive
aperte anche durante tutto l’anno;
- favorire l’insediamento di strutture ricettive di tipo leggero (ristoranti, pizzerie, bar, dancing, pub,
ecc…);
- razionalizzare i flussi veicolari privilegiando i parcheggi esterni ed il trasporto pubblico;
- progettare dunque e realizzare parcheggi alberati adeguati alle capacità di carico dei mesi estivi,
prevedendo servizi di navetta di collegamento tra tali aree, i centri balneari e le spiagge;
- collaborare con tutti gli enti preposti alla gestione dei vincoli paesaggistici ed ambientali (come la
Capitaneria di porto o la Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali) al fine di rendere facile e
sicuro l’accesso alle spiagge da parte degli utenti, anche con l’abbattimento delle barriere
architettoniche;
- migliorare, potenziare ed integrare gli impianti sportivi siti sulla fascia costiera dedicandoli anche
ad un’utenza di tipo turistico;
- garantire, anche tramite rigorosi controlli, la sicurezza della balneazione e la pulizia dell’ambiente
costiero e marittimo;
- eliminare drasticamente tutti gli scarichi abusivi per rendere il mare pulito;
- potenziare i servizi di pulizia quotidiana delle spiagge nel periodo balneare;
- garantire il servizio di assistenza alla balneazione gestito da personale qualificato a partire dal
mese di giugno fino alla fine di settembre;
- assicurare la manutenzione delle rive e delle spiagge anche attraverso una periodica attività di
ripascimento, estirpazione di erbacce, disinfestazione, derattizzazione, ripiantumazione di piante
endemiche e cura del verde;
- realizzare percorsi e piste ciclabili per passeggiate e attività ginniche, tra spiagge e strada;
- controllare la funzionalità del depuratore esistente ed eventualmente realizzare interventi di
supporto o miglioria.
5. Servizi pubblici.
5.1. Il problema idrico.
Una delle priorità essenziali del presente programma elettorale rimane quella di assicurare a tutta la
città, nell’arco della prossima amministrazione, l’erogazione dell’acqua corrente, nella piena
consapevolezza che, più che un problema di dotazione, esso rimane un problema di cattiva ed
irrazionale distribuzione.
In realtà, la complessiva dotazione di acqua che, pari a circa 220 litri al secondo, dal Consorzio del
Voltano e dal dissalatore di Gela, giunge presso i serbatoi comunali (Rupe Atenea, Fontanelle,
Villaseta, Itria), costituirebbe di per sé un approvvigionamento idrico sufficiente al pieno
soddisfacimento delle necessità domestiche e non. Tuttavia, a causa delle rilevanti “perdite di
tracciato” che spesso si propagano sulla stessa sede stradale e che sono dovute ad una rete idrica
che presenta in moltissimi tratti forature e sconnessioni, solo il 30% circa di tale dotazione perviene
all’utenza cittadina (con il residuo 70% circa che si disperde inesorabilmente).
A fronte di questo quadro impietoso, è urgente ed assolutamente imprescindibile:
- progettare e realizzare un sistema di telecontrollo e di telegestione dell’intera rete idrica
comunale in maniera tale da individuare tempestivamente tutte le eventuali anomalie che dovessero
verificarsi lungo la rete medesima (quali perdite, allacci abusivi, ecc…);
- progettare e realizzare interventi di rifacimento (anche integrale) della rete idrica comunale
secondo uno schema di priorità derivante da specifiche indagini tecniche (tenendo anche conto
dell’esistenza in tal senso di somme già specificatamente finanziate dalla Regione siciliana);
- favorire il risparmio idrico attraverso l’introduzione di semplici innovazioni tecnologiche (quali,
ad esempio, i nuovi sistemi di diffusione da applicare ai rubinetti o l’utilizzo di acqua piovana
adeguatamente depurata per tutti gli scopi non potabili);
- provvedere, con l’ausilio di adeguati strumenti informatici (di cui gli uffici comunale sono già in
parte dotati) e di concerto con l’ATO idrico, al monitoraggio di tutte le utenze idriche presenti
all’interno del territorio comunale al fine di garantire l’effettivo pagamento delle relative bollette.
5.2. La nettezza urbana.
In ordine poi alla primaria necessità di assicurare, da un lato, un altissimo livello di pulizia
dell’intera città e, dall’altro, la riduzione dei costi del servizio di nettezza urbana, appare necessario
operare, di concerto con l’ATO rifiuti (del quale il comune di Agrigento è socio), secondo le
direttive di seguito specificate:
- indicare nel prossimo bando per l’appalto del servizio di nettezza urbana criteri di maggiore
funzionalità ed efficienza ai quali debba essere obbligata l’impresa aggiudicataria (quali, ad
esempio, un numero maggiore di cassonetti da distribuire per le vie della città, una loro migliore
dislocazione in funzione del bacino di utenti, intervalli di tempo certi entro i quali eseguire i
periodici lavaggi e disinfezioni dei cassonetti, ecc…);
- assicurare attraverso gli uffici ed i funzionari comunali competenti, anche grazie alle sollecitazioni
ed indicazioni della cittadinanza chiamata a partecipare e a vigilare, il costante controllo sulla
scrupolosa esecuzione di tutti gli adempimenti di contratto da parte dell’impresa aggiudicataria (ad
esempio, in relazione al rispetto degli orari di raccolta dei rifiuti, al mantenimento della pulizia dei
cassonetti, al decespugliamento, alla disinfezione dei cassonetti medesimi, al lavaggio dei
marciapiedi, all’eliminazione dalla vie cittadine di materiale ingombrante o pericoloso, ecc…);
- garantire il controllo, anche tramite prelievi da effettuare a campione, delle esatte quantità di rifiuti
solidi urbani conferiti periodicamente dal comune di Agrigento alle discariche comprensoriali
autorizzate e, conseguentemente, dell’esatto ammontare degli oneri effettivamente dovuti dal
comune medesimo;
- rendere effettiva, potenziandola, la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, anche
attraverso una continua opera di formazione nelle scuole, al fine di pervenire gradualmente ad una
forte riduzione delle quantità conferite in discarica, dei relativi oneri di accesso a carico del comune
(commisurati alle quantità conferite) e, conseguentemente, dei costi a carico del cittadino (TARSU,
oggi TIA);
- assicurare altresì al comune di Agrigento, garantendo ed incentivando la raccolta differenziata dei
rifiuti solidi urbani, risorse economiche supplementari attraverso il conferimento dei rifiuti
riciclabili (vetro, plastica, alluminio, carta, legna, ecc…) ai vari consorzi nazionali obbligatori
ovvero ad altri soggetti, anche privati, operanti nel settore, anche al fine in tal modo di pervenire
alla graduale riduzione della tassa sui rifiuti solidi urbani;
- potenziare e razionalizzare il servizio di pulizia quotidiana di vie, piazze e quartieri.
5.3. Viabilità e trasporti.
Al fine di contribuire a formare un tessuto connettivo di ricucitura tra il centro cittadino ed i vari
quartieri periferici nonché tra gli stessi quartieri periferici secondo quanto previsto nel nuovo Piano
Regolatore Generale, occorrerà procedere nelle seguenti direzioni:
- progettare e realizzare gradualmente le infrastrutture viarie previste dal nuovo Piano Regolatore
Generale, al fine di dare piena attuazione alle destinazioni residenziali e turistico-alberghiere di
ampie zone del territorio comunale secondo un preciso ordine di priorità e valorizzando le risorse
professionali presenti all’interno degli uffici tecnici comunali;
- adeguare la viabilità esistente e progettare la nuova viabilità in piena conformità alle nuove norme
tecniche in tema di caratteristiche geometriche (larghezza della sezione stradale, dei cigli, delle
banchine, dei marciapiedi, ecc…), di sicurezza passiva (gard-rail, dissuasori, rugosità dell’asfalto,
studio delle pendenze longitudinali e trasversali, ecc…) e di segnaletica orizzontale e verticale
nonché di dotazione infrastrutturale (illuminazione, aiole, panchine, ecc…);
- assicurare il pieno recupero dell’intero sistema viario cittadino secondo un preciso piano di
intervento ed uno schema di priorità;
- assicurare il rigido rispetto, da parte delle imprese esecutrici, delle normative regolanti
l’esecuzione degli appalti pubblici inerenti ai lavori o alla manutenzione delle strade, con
particolare riferimento alle caratteristiche progettuali, alla qualità dei materiali impiegati, ai tempi di
esecuzione e di consegna delle opere, agli oneri previsti dal contratto e dal capitolato, ecc…;
- realizzare i parcheggi previsti dal nuovo piano regolatore generale e favorire l’intermodalità del
trasporto in ambito urbano, soprattutto nelle zone aventi i maggiori picchi di affluenza, come la
zona archeologica, il centro storico e la fascia costiera (con l’introduzione dei nuovi parcheggi a
monte di San Leone);
- assicurare la decongestione delle arterie stradali dal traffico veicolare (es. viale dei Pini),
favorendo il servizio pubblico dei bus navetta;
- a fronte dell’inaccettabile inefficienza dell’attuale gestione del servizio pubblico di trasporto
urbano (mezzi vetusti e inadeguati, inaccessibili ai disabili, quantitativamente insufficienti, numero
delle corse anch’esso insufficiente, ecc…), favorire una radicale inversione di tendenza, rendendo
competitivo il mezzo pubblico rispetto al mezzo privato (in termini di quantità, qualità e di
efficienza) ed inibendo al traffico veicolare privato le zone di maggiore pregio;
- provvedere quantomeno al raddoppio del numero dei mezzi di trasporto pubblico che collegano i
vari quartieri periferici e le diverse frazioni al centro della città, eventualmente agevolando
l’ingresso nel mercato del trasporto di nuovi partners privati, come le cooperative, anche al fine di
favorire l’occupazione giovanile e non;
- realizzare la metropolitana che raccordi Fontanelle al centro della città, anche al fine di ridurre il
traffico veicolare privato;
- garantire collegamenti diretti andata/ritorno tra tutti i quartieri della città e l’ospedale San
Giovanni Di Dio in corrispondenza degli orari di visita.
- garantire collegamenti diretti tra tutti i quartieri della città e l’Università di Agrigento.
5.4. Decoro urbano.
Particolare attenzione andrà poi prestata al decoro urbano. In tal senso, si dovrà procedere nelle
seguenti direzioni:
- incentivare i privati, anche attraverso il ricorso agli strumenti finanziari previsti, alla cura delle
facciate esterne degli edifici secondo i criteri estetico-funzionali da determinare attraverso un
apposito piano urbano del colore che preveda le caratteristiche dei materiali, le tecniche di
intervento e l’eliminazione di tutti gli elementi di potenziale impatto ambientale (parabole,
condizionatori, stenditoi, ecc…) da collocarsi invece in prospetti non principali;
- riqualificare gli spazi pubblici esterni, soprattutto quelli abbandonati, con l’introduzione di
elementi di arredo urbano che si integrino con il contesto circostante (lampioni, panchine,
pavimentazione, cestini, fiori, ecc…);
- favorire il recupero delle ville comunali;
- creare, all’interno delle aree pubbliche abbandonate, degli spazi attrezzati a verde (giardini, villette
comunali con giochi per bambini, spazi di ritrovo per giovani ed anziani, ecc…);
- provvedere alla cartellonistica stradale ed alla regolamentazione della cartellonistica pubblicitaria
(dimensioni e colori).
6. I quartieri-satellite: ovvero una nuova centralità delle periferie (Monserrato, Fontanelle,
Montaperto e Giardina Gallotti, Villaggio Mosè, Villaggio Peruzzo, San Leone, Villaseta).
La nuova amministrazione dovrà fare uno sforzo di programmazione per potenziare funzionalità e
vivibilità di alcune aree cresciute a dismisura e che vanno perdendo la loro identità.
Del resto, anche tra le “Direttive Generali” del nuovo Piano Regolatore Generale viene
espressamente indicata la necessità di “formare un tessuto connettivo di ricucitura tra i quartieri
periferici”. Ma è chiaro che ogni quartiere periferico debba essere innanzitutto rigenerato al proprio
interno, in modo che Fontanelle, Monserrato, Villaggio Mosè, Montaperto, Giardina Gallotti,
Villaseta, Villaggio Peruzzo, San Leone, oltre che essere riavvicinati al centro della città da servizi
e collegamenti molto più rapidi ed efficienti, rappresentino in se stessi luoghi compiuti dove si
possa vivere piacevolmente, dove la piena dignità di cittadino sia definitivamente restituita a
ciascun abitante, recuperando in tal senso il sistema viario interno, realizzandovi giardini dove
passeggiare, costruendovi spazi di socialità dove incontrarsi e comunicare, immaginandovi parchi
giochi per i bambini, approntandovi biblioteche e spazi multimediali dove crescere e conoscere,
assicurando strutture sportive adeguate. Insomma, non basta recuperare il centro storico come luogo
dell’identità simbolica di Agrigento se contemporaneamente non vengono seriamente ripensati i
quartieri-satellite di questa città, se non si arresta la dissennata tendenza a considerarli ed a viverli
come quartieri dormitorio e se non si porta invece dentro a ciascuno di essi tutto quello che di una
vera città manca ancora.
Ad esempio, dovrà essere migliorata la qualità urbana del centro di Villaggio Peruzzo in quanto
naturale e spontaneo centro commerciale (alimentare) a servizio anche dell’abitato di San Leone;
Montaperto e Giardina Gallotti avranno un programma per agevolare la creazione di attività di B&B
e fruiranno di migliori collegamenti con la città; Calcarelle si trasformerà nell’area deputata ad
accogliere la Cittadella degli Studi, ecc…
Lungo tale direttrice maestra, occorrerà dunque:
- sistemare, potenziare e migliorare le vie di comunicazione interne a ciascun quartiere periferico,
progettando e realizzando reti integrate di mobilità pedonale ed anche ciclabile;
- realizzare i marciapiedi, abbattendo le barriere architettoniche;
- realizzare interventi di nuova edilizia residenziale eco-compatibile nonché strutture per la
promozione dello sviluppo culturale e sociale (biblioteche, spazi multimediali, piccoli teatri, ecc…);
- progettare parchi costituiti da:
1) zone di sosta-incontro con verde attrezzato e zone d’ombra mediante piantumazione di
opportune essenze;
2) aree destinate ai bambini con l’installazione di giochi quali scivoli ed altalene nonché agli
anziani con l’installazione di panchine dove leggere ed incontrarsi;
3) spazi riservati agli animali domestici predisposti di servizi e raggiungibili dai mezzi
dell’Azienda per la nettezza urbana per le operazioni di pulizia periodica;
- recuperare gli impianti sportivi esistenti (Villaseta, Villaggio Peruzzo, San Leone, Villaggio
Mosè, ecc…) e costruirne di nuovi in ciascuno dei quartieri periferici;
- provvedere all’arredo urbano (fiori, prospetti, illuminazione, segnaletica stradale, ecc…) di
concerto con gli abitanti periferici;
- innalzare la quota di vegetazione e potenziare le diverse forme di verde cittadino diffuso;
- progettare aree per il divertimento e gli svaghi diurni, serali e notturni nel rispetto delle aree
residenziali;
- riqualificare e sviluppare i collegamenti tra i vari quartieri periferici;
- rafforzare la presenza delle istituzioni comunali all’interno di ciascun quartiere periferico.
7. Politiche sociali.
Una seria politica comunale non può né deve prescindere da un’incisiva azione di coesione sociale.
In tal senso, andranno date concrete risposte alle esigenze delle famiglie agrigentine che affrontano
quotidianamente enormi difficoltà economiche. Dovrà poi essere assicurata la possibilità per gli
anziani di passeggiare, incontrarsi, riunirsi ecc… Ed altresì dovranno essere immediatamente
superati i gravi problemi che sono costretti ancora oggi ad affrontare gli agrigentini diversamente
abili.
Sono queste le aree di interesse verso le quali la prossima amministrazione comunale dovrà offrire
immediate e concrete soluzioni.
Del resto, finora scarsa è stata l’attenzione alle emergenze sociali ed i programmi adottati ne hanno
risentito.
Il prossimo Piano Socio-Sanitario di Zona dovrà essere, pertanto, ben elaborato con programmi che
guardino lontano, nell’ottica cioè della soluzione duratura dei problemi.
Per raggiungere questo scopo, dovrà essere redatto il Piano di interventi, previa concertazione con
tutti i soggetti, enti, associazioni ed Organismi diversi che operano sul territorio, prevedendo anche
la delega di azioni e funzioni nel caso in cui l’attività lo consenta.
In tal senso, si dovrà:
- creare all’interno di ciascun quartiere Centri sociali di aggregazione che, insieme alle Parrocchie
ed ai Circoli culturali esistenti, rappresentino delle stabili strutture di socialità, all’interno delle
quali giovani ed anziani possano riunirsi per trascorrere il loro tempo libero;
- creare delle strutture polifunzionali che contengano ludoteche, biblioteche, sale riunioni, nonché
piccole sale teatrali, sale di proiezione e sale computers ove sia consentito a tutti di accedere
gratuitamente alle reti telematiche;
- istituire nuovi asili-nido comunali efficienti e dotati di mense ai quali i genitori possano affidare i
propri figli pagando un prezzo sociale;
- provvedere economicamente ai bisogni delle famiglie che versano in gravi condizioni di difficoltà
finanziaria, creando un fondo destinato ad integrare il bilancio mensile dei nuclei familiari in modo
da offrire un aiuto concreto per il soddisfacimento delle più elementari esigenze di vita;
- avviare immediatamente, di concerto con lo IACP, un programma costruttivo teso alla
realizzazione di almeno trecento alloggi destinati ad essere locati a prezzi sociali;
- eliminare immediatamente le barriere architettoniche che ancora residuino negli edifici pubblici;
- vigilare sulla osservanza da parte dei titolari di locali privati circa l’eliminazione delle barriere
architettoniche;
- assicurare, anche a mezzo di specifici servizi da parte dei vigili urbani, l’osservanza sul pieno
rispetto delle zone di sosta a favore dei soggetti diversamente abili;
- creare lungo i marciapiedi dei percorsi dedicati ai non vedenti;
- dotare i semafori di meccanismi sonori che possano consentire l’attraversamento da parte dei non
vedenti senza bisogno di un accompagnatore;
- provvedere ad un progressivo rinnovamento dei bus urbani con mezzi più moderni che consentano
un accesso all’altezza dei marciapiedi e che siano, altresì, muniti di scivoli automatici per coloro
che abbiano difficoltà a salire i gradini;
- istituire l’Ufficio Diritti Animali (U.D.A.) che, in collaborazione con l’ASL e le associazioni
animaliste che operano nel territorio, si occupi della gestione dei randagi, garantendo l’iscrizione
all’anagrafe canina, la sterilizzazione, l’apposizione del microchip, e la rimessa in territorio
dell’animale medesimo.
8. Agrigento: città di parchi.
Pur essendo Agrigento una delle città più verdi d’Italia, non viene consentito né ai cittadini né ai
visitatori di conoscere, apprezzare ed usare l’enorme patrimonio boschivo e naturalistico di cui
disponiamo.
Andrà pertanto creato un vero e proprio sistema dei parchi urbani che comprenderà:
1. 1. Parco della Passeggiata;
2. 2. Ai Giardini Oltre Le Mura;
3. 3. Parco della Rupe Atenea;
4. 4. Oasi sotto la Rupe;
5. 5. Parco dell’Addolorata;
6. 6. il Giardino della Kolimbetra;
7. 7. Parco Paesaggistico della Valle dei templi;
8. 8. Alle Pendici del Duomo;
9. 9. Parco fluviale: Akragas;
10. 10. Parco fluviale: il Naro;
11. 11. Oasi Marina di Punta Bianca;
12. 12. Greenways dei Templi.
I Parchi Urbani, inseriti così in un unico contesto regolamentare, potranno essere affidati in
gestione anche a privati ed associazioni che assicureranno altresì le connesse attività culturali,
sportive e ricreative aperte al pubblico.
9. Rinnovare la macchina comunale in efficienza e qualità.
Non può esistere alcun progetto di sviluppo economico e di crescita sociale per la città di Agrigento
se non si ha la determinazione di rendere finalmente celere, efficiente ed assolutamente trasparente
l’intera attività amministrativa.
Tutti i procedimenti amministrativi di competenza comunale (come ad esempio quello finalizzato al
rilascio di una concessione edilizia o di una autorizzazione commerciale o per avviare un’attività
turistico-alberghiera) devono svolgersi in tempi rapidi e certi; mentre l’istruzione delle relative
pratiche deve essere affidata a funzionari ed impiegati competenti e motivati.
E’ impensabile che Agrigento possa diventare stabile meta di un turismo di soggiorno ed attrarre
così capitali ed investimenti italiani e stranieri se non si è in grado di assicurare la tempestiva
definizione di tutte le domande e di tutte le richieste che pervengono presso gli uffici comunali.
Così come, partendo dalla valorizzazione delle competenze e delle professionalità presenti
all’interno della struttura burocratica del comune di Agrigento e dalla lotta senza quartiere ai
lassismi ed alle inefficienze, occorre procedere alla piena riqualificazione professionale di tutto il
personale amministrativo e tecnico anche attraverso la partecipazione obbligatoria di quest’ultimo a
specifici corsi di formazione e di approfondimento (per esempio, in materia di preparazione di
bandi e di progetti per l’acquisizione dei finanziamenti regionali, nazionali e comunitari): senza una
classe di dirigenti, funzionari ed impiegati che, da un lato, abbiano raggiunto un alto grado di
conoscenze e di professionalità e, dall’altro, si sentano come l’anello essenziale della ricostruzione
della città, nessun programma di crescita economica e sociale può essere immaginato.
E’ poi imprescindibile che, attraverso l’impiego di specifiche risorse umane e finanziarie, la
macchina comunale sia finalmente messa nelle condizioni di compiere un completo monitoraggio di
tutte le utenze esistenti all’interno del territorio comunale (ad esempio, in materia di acqua e di
rifiuti) in modo tale da assicurare che tutti i cittadini, senza distinzioni o privilegi di sorta, paghino i
tributi dovuti ed in modo tale da avviare contestualmente la riduzione del loro ammontare.
Né la razionalizzazione della macchina burocratica può ignorare una seria lotta agli sprechi,
compresa la drastica riduzione di consulenze che, affidate a professionisti esterni ed utilizzate dai
politici come vergognosa merce di scambio al fine di ottenere appoggio elettorale, si sono spesso
rivelate inutili nella sostanza e fonte invece di significativo danno per l’erario comunale ed ivi
compresa altresì la riduzione delle indennità di carica spettanti al sindaco, agli assessori ed ai
consiglieri comunali.
Del resto, la difficile situazione economico-sociale della città richiede un profondo rigore nella
gestione delle risorse comunali: gli amministratori, in primo luogo, sono chiamati a dare il buon
esempio, dimostrando di volere governare animati da sincero ed autentico spirito di servizio nei
confronti della loro comunità.
In tal senso, occorrerà provvedere altresì alla radicale riduzione delle spese di rappresentanza.
Ancora, il ricorso a professionisti esterni alla burocrazia comunale dovrà essere consentito solo in
casi eccezionali, ossia quando non vi siano tra i dirigenti ed i funzionari del comune le
professionalità con la necessaria competenza.
Serve poi assicurare, anche grazie ai risparmi connessi alla descritta politica di rigore, mezzi
efficienti agli uffici comunali (computers, fotocopiatrici, stampanti, automezzi moderni, ecc…),
garantire la loro pulizia, provvedere al loro abbellimento estetico, in modo che ogni cittadino possa
sentire e vivere la casa comunale un po’ come la casa propria.
Nello stesso tempo, in considerazione delle recenti riforme legislative che obbligano la pubblica
amministrazione ad applicare il Protocollo informatico (con il conseguente passaggio di tutte le
pratiche ed i documenti amministrativi da cartaceo a informatico) è assolutamente necessario
garantire la formazione e la preparazione del personale amministrativo al fine di offrire a domicilio
i servizi comunali (per esempio, dall’autocertificazione alle misure catastali, dai dati anagrafici, a
quelli relativi ad atti, bandi e concorsi pubblici) ed al fine di consentire agli stessi cittadini di
inoltrare in via informatica le loro richieste (come, ad esempio, quelle aventi ad oggetto il cambio di
residenza o di domicilio) o di pagare a distanza imposte e tributi.
Un altro aspetto da non trascurare è infine quello riguardante la riformulazione dei regolamenti
comunali, al fine di garantire non solo maggiore disciplina e funzionalità ma anche il rigido rispetto
di criteri di legalità ed efficienza da parte di coloro che entrano in contatto con la cosa pubblica.
10. Agrigento città della Cultura.
La ricchezza di una città, come Agrigento, non è data soltanto dalla consistenza del proprio
patrimonio archeologico, storico, artistico, ma dal suo sistema culturale complessivamente inteso,
con attività, eventi, spettacoli. Senza un sistema culturale attivo, una città non riesce a valorizzare
le proprie risorse, non migliora la qualità della vita dei cittadini, non produce cultura, non facilita gli
scambi culturali, non aumenta le attrazioni turistiche del territorio.
In altri termini, Agrigento non può essere identificata nel mondo solo perché custode della Valle dei
Templi, ma può e deve diventare una Città della Cultura grazie ad un sistema combinato ed
articolato di attività, eventi e spettacoli che elevino a valore primario la produzione e la fruizione
della cultura nel nostro territorio.
Abbiamo assistito negli anni all’accavallarsi di eventi, manifestazioni e spettacoli spesso di corto
respiro e senza prospettive, non vi è stata mai una politica unitaria della cultura e degli spettacoli,
concordata tra tutti gli enti e le istituzioni ed i privati, mirata alla valorizzazione dei nostri più cari
autori, come Pirandello e Camilleri per citarne tra i più illustri esempi, e diretta alla fruizione del
nostro patrimonio come, ad esempio, il teatro Pirandello ed il parco dell’Addolorata.
Dunque, le attività culturali non più all’ultimo posto nell’impegno di una amministrazione
comunale ma ai primi posti.
In conseguenza:
- le attività culturali dovranno avere più spazio e più finanziamenti;
- tutti gli eventi, gli spettacoli e le iniziative saranno parte di un unico programma;
- saranno potenziate le attività di ricerca e gli eventi sui personaggi di questa terra (Pirandello,
Camilleri, Sciascia, autori della classicità);
- saranno riviste le grandi manifestazioni (Sagra del Mandorlo, Eventi musicali estivi);
- saranno messi in funzione tutti i musei e le biblioteche cittadini;
- sarà dato un maggiore riconoscimento alle organizzazioni ed associazioni culturali e ricreative che
operano in città.
11. Agrigento città della mobilità.
Una città articolata, con grandi quartieri esterni al centro e lontani anche dieci chilometri e più
determina problemi diversi alla mobilità dei residenti e di tutti coloro che debbono recarsi in città
per motivi di lavoro, di studio o di svago.
Una attenta analisi al fenomeno della mobilità può consentire grandi risparmi per i cittadini in
termini di tempo e di economie, e per la collettività in termini di riduzione dell’inquinamento,
economie di scala, maggiore vivibilità e quindi maggiore sviluppo ed efficienza.
Si guarderà con attenzione alle ipotesi di Metropolitana leggera, di Trasporti Pubblici integrati, di
Grandi parcheggi scambiatori, di Bus Navetta.
Saranno migliorati gli accessi da tutte le direzioni verso il centro cittadino; deve essere risolto il
nodo della Mosella sulla SS 640 e l’innesto tra Monserrato e il Ponte Morandi.
12. Agrigento Città Universitaria.
Ormai il Polo Universitario è una realtà.
Secondo il Piano Regolatore Generale, l’area di Calcarelle conterrà una Cittadella degli Studi e
penseremo a svilupparne la progettualità, di concerto con i responsabili dei centri di competenza
scolastici.
Viabilità, collegamenti e trasporti innanzitutto, stante il degrado di un’area non attrezzata per
accogliere il numeroso popolo degli studenti.
Inoltre, lo sviluppo di una vera cittadella degli studi passa attraverso la creazione delle molte
strutture di servizio alla vita sociale e di studio che tuttora non esistono né sono state previste dalle
precedenti amministrazioni.
Anche in questo caso, chiederemo ai privati di investire nella creazione di un campus universitario
dotato di strutture ricettive e di svago.
Ma non solo la cittadella degli studi. Poiché riteniamo che la rigenerazione del Centro Storico passi
anche per l’investimento sull’Università e sulla ricerca post-universitaria. Proseguiremo le politiche
di intervento di recupero sui grandi contenitori del Centro Storico per affidarle ai Poli di Studio e di
Ricerca, al fine di rivitalizzare quella parte della città, poiché siamo consci che la presenza degli
studenti possa significare - rilancio delle locazioni (quindi recupero e manutenzione dei fabbricati);
- apertura di locali per i giovani, bar, pub, locali per servizi (fax, fotocopie, internet-cafè, negozi,
teatri).
13. Per una centralità della città capoluogo nell’area “metropolitana” .
La città di Agrigento è un piccolo capoluogo di provincia che non raggiunge i sessantamila abitanti.
Ed è distribuita in quartieri – anche di grandi dimensioni – distanti chilometri dal centro cittadino.
Ha una peculiarità: poco più o poco meno distanti vi sono altri Comuni, tra cui la città di Favara con
oltre 35mila abitanti, Porto Empedocle, Aragona, Comitini, Ioppolo Giancaxio, Raffadali,
Realmonte.
Queste città delineano di fatto un’area “metropolitana”, con problematiche economico e sociale,
sviluppo e turismo, rete viaria, ferroviaria e portuale, aree di insediamento ASI, Polo universitario a
carattere similare e condivisibile.
Riteniamo che ragionare assieme alle amministrazioni dell’hinterland, promuovere azioni comuni,
richiedere finanziamenti per opere di interesse comune, possa consentire il raggiungimento di
traguardi decisamente più significativi ed importanti per l’intero territorio, poiché un territorio di
oltre 140 mila residenti costituisce una massa critica di maggiore impatto per le rivendicazioni verso
i Governi regionale e nazionale e di più forte interesse in vista della difficile competizione che
dovrà vederci protagonisti nell’agone del Mediterraneo nei prossimi anni (mercato di libero
scambio del 2010).
La nuova amministrazione comunale dovrà essere in grado di intavolare la necessaria discussione
con i Comuni limitrofi per una Grande Intesa che segnerà in positivo il futuro di questa terra.
14. Agrigento una finestra sul Mediterraneo.
Non possiamo certamente illuderci che Agrigento abbia dato all’estero una grande immagine di
città moderna, commerciale, turistica, competitiva, dotata di servizi efficienti, città in grado, cioè, di
dare risposte adeguate ai mercati che sempre con maggiore prepotenza si affacciano sullo specchio
del Mediterraneo.
Senza roboanti parole, né grandi proclami, Agrigento non può restare del tutto tagliata fuori dal
mercato che sarà generato dal 2010 grazie all’area di libero scambio, nonché dal raddoppio del
canale di Suez che amplierà i trasferimenti di merci da e per l’Oriente attraverso il Mediterraneo.
Una amministrazione forte e con idee chiare, come le nostre, promuoverà il potenziamento del porto
di Porto Empedocle (che è anche il porto di Agrigento) - per le rotte passeggeri e merci con i paesi
frontistanti (Tunisia, Libia, Malta ecc.); determinerà relazioni internazionali - per la cooperazione
con altri Stati nella costituzione di filiere agro-alimentari e turistico-culturale (distretti
transfrontalieri); - per la costruzione di reti mediterranee universitarie e di ricerca sui beni
archeologici; e non in ultimo, affronterà il problema dell’immigrazione extracomunitaria, perché da
fattore negativo si possa trasformare in occasione di lavoro e sviluppo, per il nostro territorio.
15. Servizi all’immigrazione regolare.
Come tutte le città europee del terzo millennio, anche Agrigento è diventata una città di
immigrazione.
In tal senso, occorrerà muovere nelle seguenti direzioni al fine di assicurare reale integrazione:
- creare, all’interno del comune di Agrigento, presso l’assessorato alla solidarietà sociale, un
servizio per l’immigrazione che si occupi dell’insieme degli interventi da attuare in favore dei
cittadini extracomunitari presenti in città;
- utilizzare per la gestione di tale servizio, oltre alle professionalità interne alla burocrazia
comunale, coloro che svolgono servizio civile nonché gli stessi lavoratori socialmente utili,
differenziandoli a seconda delle diverse competenze;
- coinvolgere nella gestione del servizio e dei progetti eventualmente connessi, le associazioni dei
cittadini extracomunitari, le associazioni del terzo settore, le associazioni di volontariato, i centri di
ricerca e di conoscenza in materia nonché le stesse associazioni di categoria imprenditoriali e
sindacali;
- partecipare e richiedere, creando opportune partnership, ai finanziamenti previsti dalle varie
normative emanate in materia (prima, fra tutte, la legge n. 40/1998);
- realizzare un censimento o comunque promuovere un lavoro di ricerca in senso statisticoquantitativo
che serva a raccogliere dati sull’immigrazione in città (numero, localizzazione,
condizioni di vita, ecc…);
- istituire all’interno del servizio per l’immigrazione uno sportello di informazione e di
orientamento per i cittadini non comunitari, nonché, per i richiedenti asilo e i rifugiati, che sia in
grado di fornire informazioni sulla disciplina normativa, sui diritti, sui servizi, sull’inserimento
lavorativo, ecc…;
- creare un centro comunale di accoglienza, con alloggio sociale, posti letto, uso cucina, lavatrice,
spazio comune attrezzato e camere da letto, affidandone la gestione ad una cooperativa sociale o ad
una associazione (con accesso sulla base di una graduatoria da redigersi secondo criteri fissati dalla
stessa amministrazione comunale);
- istituire un servizio di interpretariato, traduzioni, mediazione linguistico-culturale ed
accompagnamento, da affidare ad una cooperativa sociale.

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