APC ha
assistito al convegno di stamattina sugli scempi originati dal disinteresse
dell’amministrazione verso la cosa pubblica.
Abbiamo
preso nota della promessa dell’assessore Masone di uno sviluppo del centro
storico che lo renda vivo e vitale.
Vogliamo
ricordargli che centro storico è
anche il Rabbato, la zona del Duomo la via San Girolamo etc etc
Abbiamo appreso dall’intervento dell’urbanista
Teresa Cannarozzo che il C.I.R.CE.S. nel 2007, su richiesta del Comune di Agrigento,
ha sottoscritto un protocollo di intesa per attività di consulenza nell’ambito delle
tematiche di recupero del centro storico urbano.
Non conosciamo i termini del protocollo ma pare
che questi professionisti, dopo aver studiato la situazione del centro storico
agrigentino, non sono stati più ascoltati nè consultati. Non possiamo usufruire
delle consulenze per problemi economici?
Il comune non è nel consiglio di
amministrazione dell’università? Oggi abbiamo visto molti progetti degli
studenti per la riqualificazione di Agrigento. Immaginiamo che i futuri
architetti sarebbero contenti di far diventare la loro città più bella e
decorosa, anche gratis! Vogliamo sottolineare che i ragazzi sono stati attenti
e partecipi alle problematiche sollevate. Arrabbiati (persino!) dello stato del
bene comune che un giorno dovranno amministrare (se ne resterà qualche
briciola!)
La
nostra città risulta frammentata, divisa in zone ognuna con una sua identità,
accumunate solo dalla scarsa presenza di servizi. La mobilità potrebbe
migliorare la vita di tutta la città con un trasporto sostenibile.
Molti
degli enti pubblici, ancora in città, sono ospitati (in affitto) in palazzi
ormai privati, bellissimi e prestigiosi palazzi agrigentini la cui perdita è un
depauperamento delle risorse demaniali. Mentre molte strutture, ancora
pubbliche, dopo costosi restauri, rimangono chiuse ed inutilizzate (vedi Museo
in Piazza Pirandello o palazzo Tomasi), in balia delle intemperie.
Le
maggiori opere pubbliche si trovano in siti lontanissimi dal centro, siti che
sembrano scelti a caso piuttosto che da volontà di azione razionale sul
territorio. Citiamo: il Palazzo di Giustizia, il campus scolastico e il Polo
Universitario in contrada Calcarelle.
L’Ospedale
è stato costruito (con problemi statici!) nella zona di San Michele, più vicino
agli altri comuni che ne usufruiscono, in una zona indecisa tra l’essere
industriale, agricola o residenziale, caratterizzata da alcune fra le più
brutte e pericolose strade della provincia. I diversi incidenti con vittime non
hanno convinto le amministrazioni a renderle più sicure: l’asfalto è in pessime
condizioni e la segnaletica inesistente.
Si è
parlato dello sviluppo di Villaseta, delle strutture costruite ed abbandonate
(soprattutto quelle sportive). Si è citato il parco dell’Addolorata che
nonostante le innumerevoli inaugurazioni non è mai stato al centro di un
progetto per l’effettiva utilizzazione. Nella stessa zona, insistono delle case
integrate nella roccia, sono poche ma potrebbero essere valorizzate.
Come il
riuso del centro storico di Agrigento, anche fare rete con le città limitrofe
(alcune caratterizzate da un forte tasso di emigrazione) che possiedono tutti i
servizi, come scuole, fognature e illuminazione, sarebbe più economico e
intelligente piuttosto che andare a costruire nelle periferie creando nuovi
quartieri dormitorio. I trasporti pubblici sono però incerti e lacunosi. Le
strade in pessime condizioni.
L’urbanista
Schiavone ha proposto l’avvicinarsi ai comuni contermini per migliorare, con la
compartecipazione delle strutture, la vita delle persone, assicurando anche un
minore consumo del suolo.
L’urbanista
rimpiange l’opportunità perduta di uno sfruttamento opportuno dell’area fra
Porto Empedocle ed Agrigento, nei pressi della Casa di Pirandello che è invece
stata destinata al rigassificatore piuttosto che coinvolta in uno sviluppo
sostenibile.
Purtroppo
la volontà politica non ha voluto fermare lo scellerato progetto e gli
ambientalisti hanno spesso battuto la fiacca. Non ci ha stupito sentire il
moderatore del convegno chiedere se, per caso, ci fosse in sala un
rappresentante del WWF, per il saluto. Nessuna risposta.
Ricordiamo
in questi giorni, la vergognosa proposta di Licata di vendere
le case abusive per rimpinguare le casse comunali dando diritto di prelazione agli abusivi abitanti. Speriamo
che Agrigento non prenda esempio!
L’assessore
ai Lavori Pubblici, ha chiesto ai convenuti di sbilanciarsi sull’attualità dei
confini della Guy Mancini.
La
risposta non è stata quella che avrebbe voluto. All’interno della zona A, in
questo momento, insistono parti della città come quella dell’ex Ospedale
Psichiatrico che andrebbe svincolata ma non sono state citate le zone tra il
parco e il mare, dove la gente si è sistemata abusivamente aspettando un
cambiamento politico o un nuovo condono.
Purtroppo
molti abusivi hanno costruito in zone off
limits per pericolo idrogeologico, pregiudicando la loro sicurezza e quella
dell’ambiente che hanno modificato.
Siamo
contenti che esistano ancora persone come De Lucia che offrano il loro onesto lavoro, con entusiasmo, a servizio della politica e che i ragazzi manifestino sdegno per gli abusi perpetrati e cerchino
riferimento in grandi ideali e figure del passato.



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