A lavori (si pensa) conclusi cosa possiamo dire della pista
ciclabile?
Pare che l’amministrazione si sia resa conto di aver
prodotto un marciapiede allargato.
Il risultato è che c’è chi ci posteggia su.
O che i ciclisti preferiscono andare su strada, evidentemente
più comoda, con meno ostacoli e percepita come più sicura.
Non osiamo immaginare cosa succederà quest’estate. Pare che si manterrà il doppio senso di marcia.
Non si capisce cosa si farà per i parcheggi: dove saranno
ricavati i nuovi? Come si provvederà
per facilitare l'accesso alle spiagge per i diversamente abili?
Tutto ciò non era prevedibile? Si dovranno spendere soldi
pubblici per sopperire ai disagi? Da dove si "preleveranno"?
Chi giudica la
conformità al progetto, alle norme vigenti e l’effettiva agibilità di un lavoro
pagato dalla comunità? Nessuno?
Se un padre di famiglia ristruttura casa non sperpera il
denaro e controlla l’esecuzione dei lavori.
Se gli regalano una fontana da mettere in salotto, ci
rinuncerà: non è utile, dovrebbe pagare l’acqua e sentire le lamentele della
moglie per le pulizie quotidiane.
Una pista ciclabile, così realizzata, crea più disagi o
guadagni?
E’ utile ai cittadini o rappresenta solo un modo per spendere soldi e
riempirsi la bocca in campagna elettorale? Chi si vanterà di aver utilizzato i
fondi della regione per un’infrastruttura pubblica?
Possiamo ancora tollerare che con soldi pubblici si
realizzino opere inutili o non agibili?
Ricordiamo via delle Torri. Per i disagi causati da un vero
e proprio salto sull’asfalto (degno di una pista di ciclocross) è stata appena risistemata, pochi mesi dopo la
consegna dei lavori.
Cosa abbiamo adesso al centro città? Un asfalto “arripizzato”
attorno alle caditoie che, non essendo omogeneo al resto della gittata, si
rovinerà presto. Il discorso non è chiuso.
Se un cittadino sbaglia e paga meno tasse di quelle dovute
(persino se lo si presume) dovrà pagare penali e multe. Se paga in ritardo di
un giorno, dovrà pagare la mora.
Chi vigila su come le amministrazioni spendono i soldi
faticosamente guadagnati dai cittadini ed estorti dal portafoglio, tolti alle
vacanze, alla spesa quotidiana e che, spesi diversamente, darebbero respiro all’economia?
Cosa si può fare per le amministrazioni sprecone? E’ lecito regalare soldi
perché pubblici?
I soldi della pista ciclabile sono regionali e destinati a
quel tipo di viabilità, si potevano spendere solo così.
Si dovevano sperperare per forza? Oltre 400.000 euro per un
marciapiede?
I cittadini su blog, pagine FB e nei commenti alla notizia
hanno dato tanti suggerimenti che però non sono mai passati nella mente di chi
si è occupato del progetto.
Possibile che quanto si realizza sia così diverso dalle idee
del cittadino qualunque e, soprattutto, dalla effettiva possibilità di
utilizzazione dell’infrastruttura.
Abbiamo già documentato le carenze e le stranezze dell’opera.
Non si potevano prevedere opere per proteggere la pista, e
quindi la strada, dall’invasione della sabbia?
Non si poteva riqualificare il boschetto, dato che erano
previste aree di sosta?
Tutto questo nella speranza della perfetta regolarità nella
realizzazione dell’opera e nella tenuta dei documenti, altrimenti recita il documento:
pena la revoca del finanziamento concesso, con
l’obbligo conseguente di restituzione delle
somme già erogate ancorché spese.

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