martedì 7 gennaio 2014

Petizione per le dimissioni del sindaco



Divide et impera.
Nonostante la certezza, diffusa in città, sulle responsabilità del sindaco circa  il declino di Agrigento, molti singoli cittadini, gruppi e gruppetti non firmano la petizione per le sue dimissioni.
Questa mancanza di accordo per il bene comune è la causa dei maggiori disagi e disastri agrigentini: non si appoggia un’idea o un’iniziativa perché non si può intestarsela o perché è partita da un”avversario” o un personaggio antipatico.
La mancanza di responsabilità, impegnandosi in un “unione temporanea” al fine di ottenere uno scopo preciso per il bene della città, fa il gioco di chi la città la sta distruggendo.
Agrigento  è stufa, ferita profondamente nell’orgoglio. E’ sfregiata da buche nelle strade, privata da servizi essenziali, depredata nelle strutture costruite in anni e adesso abbandonate al tempo e al degrado.
Il sindaco ne è responsabile, dopo 8 anni di nuovi inizi e parole al vento, di diffide e di inaugurazioni, ne siamo tutti convinti.
Non vogliamo più essere presi in giro.
Perché allora così pochi stanno sottoscrivendo la petizione on line? Non è niente di impegnativo, se non volete mettere il numero della vostra carta d’identità basta digitare qualche lettera e il form si accontenta.
Il valore è fortemente simbolico. Significa metterci la faccia.
I cittadini di APC stanno firmando. Ognuno di noi ha diverse opinioni politiche, ci accomuna solo l’amore per questa città e l’interesse per il bene comune.
Non è rilevante chi propone un’idea, l’importante è che faccia fare un passo avanti alla città.
Perché Zambuto non si è dimesso? Cerca di spostare l’attenzione da se, indicando altrove le responsabilità.
Questa volta vogliamo guardare il dito, non la luna che indica: la burocrazia, la regione, lo stato.
Si è fatto rieleggere perché ci ha garantito che con la sua esperienza sapeva dove mettere le mani. Non avevamo capito che intendesse il nostro portafogli.
Perché non lo ha sconfessato il suo attuale partito? E’ solo un caso strumentale che il sindaco sia del PD, il nostro non si ferma mai, è sempre di passaggio. Va dove lo porta il vento, sale sul carro del presunto vincitore, galleggia nell’aria più respirabile.
Non vorremmo che tutti quelli che non mettono il loro nome in questa petizione virtuale lo facciano perché hanno ancora qualcosa da chiedere. C’è ancora da spremere in questa amministrazione?
Le loro non firme fanno da contrappeso alle nostre, dicono: “noi non firmiamo ma se lo facessimo saresti spacciato”, insomma tengono la spada di Damocle sospesa sulla testa del sindaco.
Non ci interessa chi ha promosso la petizione, non ci interessa chi ha organizzato la fiaccolata per Chiara, non ci interessa chi fa il bene della città, ci interessa che qualcuno lo faccia e saremo con lui.
E se nessuno prenderà l’iniziativa cercheremo di farlo noi, come abbiamo fatto finora con denunce e prese di posizione trasversali per il bene comune, tenendo la barra diritta, in contrasto con chi pensa di occuparsi della città seguendo continui cambi di casacca e di opinione sulle maggiori problematiche.



            

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