martedì 31 dicembre 2013

Quello che avremmo voluto evitare



Come si muore ad Agrigento - Teleacras

Intervento del legale della famiglia

Siamo i cittadini di APC, i ruspanti segnalatori di buche. 
Abbiamo scritto alle autorità e fotografato l’evolversi nel tempo della situazione della gruviera agrigentina.  
Derisi da certa stampa e da qualche aristocratico “intenditore”, abbiamo continuato imperterriti, nonostante le velenose critiche.
Per noi segnalare le aberrazioni dell’asfalto è importante perché, oltre il pericolo in se, sono la spia di un problema, la punta dell’iceberg della mala amministrazione.
Dopo le minacce di denuncia per chi “sfregiava” le strade, segnalando le buche con lo spray per renderle più visibili agli automobilisti, si è arrivati alla revoca dell’affidamento delle rotatorie a chi le ha rese più belle ma, secondo chi ci amministra, non conformi al codice della strada e pericolose per chi viaggia.
Le buche, dato il loro persistere, immaginiamo,  non infrangono il codice della strada cittadino.
Dopo che una giovane agrigentina, una delle poche decise a rimanere nella propria città, ha perso la vita in un incidente, l’opinione pubblica si è scagliata contro l’amministrazione comunale, per via della buca giudicata colpevole del sinistro.
Oggi l’amministrazione fa sapere che la fossa incriminata, forse, è innocente e che non è ancora possibile conoscere la causa dell’incidente.
Ci rivolgiamo all’amministrazione chiedendo di mostrare pudore e tacere.
Diffidiamo chi ha la sfrontatezza di farci pagare per errori e penali e ci prende in giro tutti i giorni dell’anno dicendoci che tutto va bene, dal tergiversare anche a capodanno.. per farlo tutto l’anno?
La buca è lì, ora segnalata e con un limite 30 Km/h, se non è un pericolo perché sono spuntati tutti quei cartelli? 
Strade comunali o provinciali che siano, l’incolumità degli agrigentini è in pericolo, chi responsabile della sicurezza urbana e dell’incolumità pubblica?
Oggi è Capodanno e noi speriamo che tra i buoni propositi l’amministrazione inserisca anche quello di curare la manutenzione e mettere in sicurezza le reti stradali della nostra città.
Paghiamo tanto, paghiamo troppo i debiti derivanti dalla cattiva amministrazione passata e presente.
Paghiamo i danni degli incidenti, paghiamo le spese legali, paghiamo le messe in mora. 
Se un danno si deve pagare si paghi subito. 
Un buon padre di famiglia lo farebbe.
Se poi debiti devono essere, allora siano per riparare il nostro patrimonio comune: se ne pagano centinaia di migliaia  per sciocchezze, non si può rischiare la vita o addirittura perderla per pochi euro di bitume o una lampada o un secchio di cemento.
Siamo arrabbiati e addolorati. Invitiamo la cittadinanza ad essere con noi venerdì 3 Gennaio quando parteciperemo alla marcia per ricordare Chiara La Mendola e intimare alla nostra amministrazione di difendere l’incolumità delle nostre vite.



Agrigento, 01/01/2014 I cittadini di APC

2 commenti:

  1. PENSO CHE LA CAUSA DI QUESTO ENNESIMO GRAVE INCIDENTE E' DATO DAL COMPLICE SILENZIO DI TANTISSIMI IGNAVI CITTADINI CHE PER ACCREDITARSI LA BENEVOLENZA DELLA CIALTRONERIA POLITICO/AMMINISTRATIVA DI QUESTA CITTA' NE CALDEGGIANO LA LATITANZA!!!
    LA MIA RABBIA E' INDICIBILE; SCUSATEMI MA NON RIESCO A CONTENERE QUELLO CHE HO DENTRO ANCHE PERCHE' DA TROPPI ANNI DENUNCIAMO QUESTO SCHIFO. VI CHIEDO ADESSO, PER IL RISPETTO DELLA FAMIGLIA CHE CONOSCO BENE DA UNA VITA, DI OSSERVARE IL DOVEROSO RISPETTO ALL'IMMANE TRAGEDIA.

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  2. E' indecente invitare al silenzio la cittadinanza.
    E' uno scandalo dire silenzio, è uno schiaffo a noi cittadini curnuti, mazziati e, infine, ridotti al silenzio.
    Un tempo si usavano le prefiche che davano voce al dolore della famiglia, che non aveva più forza di gridare.
    Ora ci dicono silenzio.
    Ci dicono che solo il silenzio è decoroso ed indicato in questa situazione. A noi sembra che il silenzio voglia solo coprire le vergogne disamministrative di una Agrigento allo sbando.
    Il nostro silenzio deve coprire il silenzio colpevole?
    Non vogliamo bavagli nemmeno in questo momento di dolore e di profondo sdegno.
    Tacete, voi, incapaci!

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