venerdì 22 agosto 2014

Agrigento e gli Agrigentini (10) di Padre Giuseppe Russo



Sorgi, reagisci, rinnovati.
Agrigento la splendida, la solare, la ricca di grazia, di colori, di varietà, d’arte.
Agrigento dei millenni, delle vestigia illustri, degli uomini tutti di un pezzo.
Agrigento, la desolata, l’abbandonata, la depressa, la senza speranza.
Agrigento di vecchi stanchi, sfiduciati.
O Agrigento, non i greci, i punici, i romani,
 i vandali, gli arabi, i normanni,
gli angioini gli spagnoli, i sabaudi, i borboni
ti hanno prostrato sino a lambire il fango,
ma i tuoi stessi figli,
ingrati, fraudolenti, quaquaraquà, egoisti,
finti cristiani, mafiosi, massoni,
di destra, di centro, di sinistra,
che ti hanno spogliata, ti hanno derubata, impoverita,
ti hanno desolata,
rendendoti senza speranza.
O Agrigento la bella, la ricca, la speculativa, l’operosa,
svegliati, risorgi, prendi coscienza delle tue risorse,
reagisci, fatti valere,
scrolla dalle tue spalle i pesi di cui sei oppressa.
Grida, ribellati, mostra le tue facoltà di sapiente, d’intelligente.
Scaccia gli avventurieri dal tuo seno.
Guardati attorno.
 Guarda, contempla le tue ricchezze, di cui profusa.
Sei stata fatta bella, avvenente, ricca di gioielli.
Le tue spiagge,
il tuo mare incontaminato, sempre ricco dei colori dell’iride,
il tuo verde, i tuoi fiori
rossi, viola, bianchi, gialli
ti inghirlandano tutto l’anno.
Eppure vivi e ti lamenti
come se fossi povera, nullatenente, desolata.
Vivi dimentica delle tue ricchezze.
Svegliati, sorgi, riprendi la tua dignità.
I tuoi figli, come tanti re nudi,
partono, per luoghi lontani per trovare lavoro, dignità.
Tu abbandonata, piangi sulle tue miserie,
piangi perché hai le mani vuote, non hai nulla da dare.
O Agrigento, scaccia i mercenari,
scaccia chi vende solo parole,
scaccia chi ti illude con proposte di grandi progetti,
scaccia chi parla di legalità pur operando nell’illegalità,
scaccia chi si fa forte del nome di cristiano,
ma ruba, inganna…
Sorgi, prendi coraggio, o Agrigento,
lotta per dare lavoro,
lotta per non fare partire i tuoi figli.
Tu conosci le tante sofferenze,
le mortificazioni, la dignità perduta?
Quante volte i tuoi figli hanno stretto i denti,
e poi il tacere, il subire
per farsi strada, per ritrovare dignità?
Quante torture nello spirito?
E i fratellastri ridono, schiamazzano, danno le briciole.
Arroganti, disprezzano!
Siamo furbi, abbiamo saputo fare, sappiamo vivere!
I venditori di chiacchiere stanno bene.
“Ho conquistato il potere, tutto è mio”.
Mio è il bene, mio è il guadagno.
O Agrigento, madre amorosa,
prendi coraggio,
svegliati
difendi i tuoi figli onesti!




Nessun commento:

Posta un commento

Per registrare un commento puoi usare il tuo account di Google. Se non ne hai uno scegli utente Anonimo.