Speriamo che la scelta d'azione non consista nel definitivo cambiamento di destinazione d'uso del "Parco Addolorato" da struttura per il trastullo a discarica di materiale di risulta!!!
mercoledì 24 settembre 2014
Icori senza pietà
Dopo la segnalazione e il sopralluogo dei nostri attivisti abbiamo scritto con posta certificata al commissario del comune di Agrigento e al prefetto per sollecitare un intervento.
Speriamo che la scelta d'azione non consista nel definitivo cambiamento di destinazione d'uso del "Parco Addolorato" da struttura per il trastullo a discarica di materiale di risulta!!!
Speriamo che la scelta d'azione non consista nel definitivo cambiamento di destinazione d'uso del "Parco Addolorato" da struttura per il trastullo a discarica di materiale di risulta!!!
martedì 23 settembre 2014
Quartiere che vai, marciapiede sepolto che trovi
Quando cominciano i lavori di pulizia?
La campagna si spinge dentro la strada.
I rami degli alberi aspettano di ghermire piloti di motocicli.
Le auto in marcia si spostano, pericolosamente, verso il centro della carreggiata.
La strada è, naturalmente, priva di segnaletica orizzontale e quella verticale è sepolta dalla vegetazione.
L'illuminazione è scarsa. La torre faro e molti lampioni non funzionano.
Non c'è quartiere che sia in ordine.
Che fine hanno fatto i cantieri di servizio?
A che servono tutti i soldi che paghiamo?
Stipendi? Premi di produzione?
P.S. Le foto sono state scattate a Villaseta. Tutta la città è, comunque, in queste condizioni.
La campagna si spinge dentro la strada.
I rami degli alberi aspettano di ghermire piloti di motocicli.
Le auto in marcia si spostano, pericolosamente, verso il centro della carreggiata.
La strada è, naturalmente, priva di segnaletica orizzontale e quella verticale è sepolta dalla vegetazione.
L'illuminazione è scarsa. La torre faro e molti lampioni non funzionano.
Non c'è quartiere che sia in ordine.
Che fine hanno fatto i cantieri di servizio?
A che servono tutti i soldi che paghiamo?
Stipendi? Premi di produzione?
P.S. Le foto sono state scattate a Villaseta. Tutta la città è, comunque, in queste condizioni.
lunedì 22 settembre 2014
Mattone dopo mattone: Porta di Mare
Niente di nuovo a Porta di Mare. Le piante seguono il susseguirsi delle stagioni e con le loro radici si fanno strada fra le antiche pietre.
Intanto anche quest'estate gli incendi hanno tormentato queste antiche mura.
Cosa ne è stato dei procedimenti aperti?
Ne avevamo parlato qui.
Nessuno sembra si sia mosso. Tranne qualche mattone:
Un mattone alla volta. Nonostante il vigore estivo della pianta rischi di far schiantare tutto in una volta:
![]() |
| in evidenza, sopra il logo, il pezzo mancante |
Avevamo iniziato questo blog parlando proprio di questa antica, pericolosa, potenzialmente meravigliosa parte della nostra città: qui
giovedì 18 settembre 2014
I paradossi della depurazione agrigentina (II) Sant'Anna degli Escherichia Coli
Escherichia Coli: cosa sono? Perché il depuratore di Sant'Anna, pare, li mantenga vivi e attivi?
Boh! Escherichia Coli è considerato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come l’indicatore primario dell’inquinamento fecale essendo esclusivo del tratto gastrointestinale dell’uomo e degli animali a sangue caldo.
95mila ufc/100 ml sembrano pochi?
Vuol dire 95.000 unita`formanti colonia in 100 ml, praticamente mezzo bicchiere d`acqua.
Questi sono stati scaricati, quel giorno di
Aprile, nel fiume Akragas!!!
Possono nuocere?
Questo interrogativo si confonde e si perde nei mille altri dubbi agrigentini.
Il cittadino ha smesso di cercare risposte. Non vuol sapere, non vuol cercare di sapere.
Eppure, dopo le richieste dell' Inter.Co.Pa., un gruppo di cittadini ancora "curiosi" di conoscere cosa succede in materia di gestione dell'acqua, sono stati pubblicati, qualche tempo, fa i risultati delle analisi delle acque reflue in ingresso ed uscita dai depuratori gestiti da G.A.
Boh! Escherichia Coli è considerato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come l’indicatore primario dell’inquinamento fecale essendo esclusivo del tratto gastrointestinale dell’uomo e degli animali a sangue caldo.
95mila ufc/100 ml sembrano pochi?
Vuol dire 95.000 unita`formanti colonia in 100 ml, praticamente mezzo bicchiere d`acqua.
Questi sono stati scaricati, quel giorno di
Aprile, nel fiume Akragas!!!
Possono nuocere?
Questo interrogativo si confonde e si perde nei mille altri dubbi agrigentini.
Il cittadino ha smesso di cercare risposte. Non vuol sapere, non vuol cercare di sapere.
Eppure, dopo le richieste dell' Inter.Co.Pa., un gruppo di cittadini ancora "curiosi" di conoscere cosa succede in materia di gestione dell'acqua, sono stati pubblicati, qualche tempo, fa i risultati delle analisi delle acque reflue in ingresso ed uscita dai depuratori gestiti da G.A.
Gli ultimi certificati risalgono a giugno, poi più niente.
Si pubblicano i risultati per dare evidenza della qualità delle acque ma, noi profani, come possiamo comprendere cosa significano i singoli valori?
Il cittadino deve mettersi a studiare il significato dei parametri?
Chi mai lo farà?
E poi perché dobbiamo studiare, se paghiamo profumatamente chi deve controllare?
Non c'è bisogno che facciamo questa fatica!
Sicuramente siamo tutelati dagli organi preposti e le analisi pubblicate suggellano che tutto va bene.
E poi perché dobbiamo studiare, se paghiamo profumatamente chi deve controllare?
Non c'è bisogno che facciamo questa fatica!
Sicuramente siamo tutelati dagli organi preposti e le analisi pubblicate suggellano che tutto va bene.
Ma se non ci fidassimo e ci mettessimo a studiare?
Le analisi del gestore devono rispettare, ad esempio, le prescrizioni dell'autorizzazione allo scarico.
Perché non vengono pubblicate anche queste prescrizioni?
In realtà scopriamo che un paio non sono autorizzazioni ma dinieghi. Come per Villaggio Mosè e Siculiana.
Che vuol dire diniego?
Che non si è autorizzati allo scarico ma che si scarica ugualmente e quindi si pagano le multe. Multe che finiranno in bolletta.
Autorizzazioni e dinieghi li ritroviamo sul sito della regione Sicilia.
Manca documentazione riferita al depuratore Sant'Anna, il depuratore che funziona a meraviglia, tanto da essersi meritato anche i reflui di Villaggio Peruzzo.
Il D.Lgsl 152/2006 stabilisce alcuni limiti:
Che non si è autorizzati allo scarico ma che si scarica ugualmente e quindi si pagano le multe. Multe che finiranno in bolletta.
Autorizzazioni e dinieghi li ritroviamo sul sito della regione Sicilia.
Manca documentazione riferita al depuratore Sant'Anna, il depuratore che funziona a meraviglia, tanto da essersi meritato anche i reflui di Villaggio Peruzzo.
Il D.Lgsl 152/2006 stabilisce alcuni limiti:
Si può notare come i valori con i punti rossi sono maggiori di quanto previsto, anche dai limiti posti più a sinistra nei certificati (Val.Param).
Alcuni superano di tantissimo i valori indicati dalla legislazione.
Alcuni superano di tantissimo i valori indicati dalla legislazione.
Le acque sono scaricate nel fiume Akragas e, NATURALMENTE, finiscono a mare.
![]() |
| ADDIRITTURA 95mila ufc100/ml di ESCHERICHIA COLI!!! |
Cosa penserà il cittadino di fronte a questi certificati?
La maggior parte dei superamenti riscontrati riguarda i parametri di Solidi Totali Sospesi, Azoto
Ammoniacale, COD (chemical oxygen demand), BOD5 ed Escherichia Coli.
B.O.D.5 Abbreviazione di Domanda Biochimica di Ossigeno. Rappresenta la quantità di ossigeno consumata dai microrganismi in 5 giorni per decomporre le sostanze organiche contenute nell’acqua a 20°C. Maggiore è la domanda di ossigeno, tanto più sporche sono le acque reflue.
Si tratta di uno dei valori di laboratorio più importanti e significativi nell’ambito della depurazione delle acque reflue. Viene utilizzato anche per controllare il grado di inquinamento biologico di un impianto di depurazione e inoltre, in questo modo, è possibile controllare il grado di efficacia della depurazione.
C.O.D. (Chimical Oxygen Demand) Abbreviazione di Domanda Chimica di Ossigeno. COD è la quantità di ossigeno in mg necessaria per decomporre tutte le sostanze ossidabili in un litro d’acqua.
Il valore COD è, insieme ai valori BOD5 e l'azoto ammoniacale, il valore più importante per valutare la qualità delle acque reflue.
La presenza di azoto ammoniacale può essere indice di inquinamento organico in atto (reflui umani o zootecnici)
L’azoto nitroso è il primo composto che della trasformazione batterica dell’azoto ammoniacale, la sua presenza nell’acqua può, quindi, indicare inquinamento recente da sostanza organica.
La presenza di una certà quantità di fosforo nelle acque reflue civili ed industriali porta alla formazione di fenomeni di eutrofizzazione nel corpo ricettore. Attualmente le leggi italiane impongono come limite allo scarico del refluo che si immette in un corpo ricettore, una concentrazione di fosforo pari a 10 mg/l, come contemplato nell'allegato 5 della parte III alla tabella 3, del Decreto Legislativo del 3 aprile 2006 n.152
Insomma, gli sforamenti ci sarebbero almeno in alcune analisi riportate sul sito dell'ATO, realizzate un giorno ogni mese. Sia per Sant'Anna che per gli altri depuratori. Rimane la curiosità di sapere cosa è successo gli altri 30-29 giorni e notti di ogni mese.
La legislazione in materia è vasta e complicata, permette sforamenti ed eccezioni però con un aumento del numero dei controlli
Insomma, gli sforamenti ci sarebbero almeno in alcune analisi riportate sul sito dell'ATO, realizzate un giorno ogni mese. Sia per Sant'Anna che per gli altri depuratori. Rimane la curiosità di sapere cosa è successo gli altri 30-29 giorni e notti di ogni mese.
La legislazione in materia è vasta e complicata, permette sforamenti ed eccezioni però con un aumento del numero dei controlli
Intanto solo nelle analisi di Gennaio e Febbraio sembra tutto OK:
E mentre si avvicina il tempo della spremitura delle olive speriamo in un presidio dei nostri poveri fiumi per evitare l'inquinamento dai residui del processo.
Ricordiamo che l’Italia è in procedura d’infrazione per il non completo adempimento di quanto previsto dalla Direttiva
91/271/CEE del Consiglio del 21/05/1991 concernente il trattamento delle acque reflue urbane.
sabato 13 settembre 2014
Villa Bonfiglio. Non villa ma terra di conquista.
Quanti choc in questi ultimi anni per questa Villa.
Sviluppata intorno al monumento ai caduti con una finta fontana, riempita solo per le occasioni ufficiali, ha vissuto negli ultimi tempi nuove avventure: la spoliazione dalle ringhiere, il "mercatino si mercatino no", l'avventura breve delle "Creative" e della pista di ghiaccio, il percolare del fango e il crollo del costone di fronte, l'abbandono dei palazzi, il trasformarsi in strada pubblica, la gara a "te pigliatillu" per l'eliminazione di alberi pericolosi.
Il comune non avendo fondi ha, infatti, cercato una ditta che effettuasse gratuitamente l'abbattimento e smaltimento di 80 eucalyptus e altre essenze arboree su suolo di proprietà comunale.
"Alla ditta quindi, non verrà corrisposto alcun compenso, ma potrà disporre del legname ottenuto anche per uso commerciale, avendone in ogni caso, la responsabilità dello smaltimento."
Siamo sicuri che gli agronomi e i tecnici del comune avranno indicato gli alberi da eliminare senza pregiudizio per la stabilità idrogeologiche della collina.
Siamo sicuri che soltanto gli alberi che rappresentavano un pericolo per l'incolumità sono stati eliminati e che seguirà una sistemazione dei luoghi con la supervisione dell'amministrazione.
Una villa che non può più assolvere al suo servizio: panchine distrutte compresi i supporti letteralmente spezzati, cestino in metallo accartocciato........ e poi ancora parlando di sicurezza si può lasciare un cantiere aperto dove chiunque compresi i bambini alla vista dei giochi potrebbero catafottersi dalla scarpata?
Probabilmente le panchine sono state scambiate per alberi e abbattute ma verranno sicuramente ripristinate. E così i giochini per i bambini.
Agrigento sembra in guerra. "Lappazze" e macerie dappertutto.
Una guerra che pare stia perdendo, depredata da chi ha meno scrupoli.
![]() |
| Panchina modello "IKEA" da montare |
Tomasi. Niente Gattopardo solo sciacalli
Si rimane senza parole ad assistere allo scempio, allo spreco e alla vigliaccata che si fa alla città e ai cittadini.
Perché questa risorsa non è stata ancora utilizzata? Perché qualcuno non è andato a controllare ogni tanto per vedere lo stato del palazzo.
L'umidità ha continuato il suo lavoro nell'ultimo anno. I danni ai muri, trascurabili durante il sopralluogo che abbiamo compiuto con il sindaco Zambuto lo scorso anno, adesso sono decisamente più marcati.
Il palazzo è abbandonato ai piccioni e alle colombe, alla spazzatura buttata nel cortile interno da chi, probabilmente, non possiede una pattumiera in casa.
Abbandonato ai ladri. A chi, a differenza dell'amministrazione, è stato capace di vedere nel palazzo una risorsa e l'ha sfruttata... per la sua sopravvivenza personale.
![]() |
| Panorama che godono i piccioni |
![]() |
| Una tegola minaccia di cadere giù... unni po cchiù |
martedì 9 settembre 2014
Quale soluzione per la cementeria di Porto Empedocle?
La cementeria di Porto Empedocle è in crisi da diverso tempo.
I lavoratori passeggiano intersecando la strada di fronte lo stabilimento per trasmettere il loro disagio alla popolazione. La soluzione è solo l'Italkali?
L'Italcementi, molti anni fa, ha messo a punto e brevettato un processo che ricicla i manufatti in Eternit, senza preventiva frantumazione e quindi eliminando il momento di rischio per i lavoratori.
Il materiale viene trattato termicamente a 600-800 °C e immesso nel ciclo di produzione del cemento.
L'inertizzazione dell'amianto potrebbe essere un'opportunità di lavoro e di guadagno. Il processo è già della Italcementi. Lo stabilimento potrebbe essere potenzialmente in grado di effettuare il trattamento aumentando i livelli di sicurezza al rischio amianto.
Le quantità che si considera siano state avviate, in provincia di Agrigento, alla discarica per gli anni 2010-2013 sono:
1.502.832 Kg di compatto proveniente dalle costruzioni;
1.252 Kg di friabile.
Queste sono delle quantità sottostimate, soprattutto perchè, non tutto l'amianto viene smaltito correttamente e conferito in discarica.
La legge Regione Sicilia n 10 del 29/4/2014 prescrive l'eliminazione di tutto l'amianto sul suolo regionale nei prossimi 3 anni. Come fare? E' un impresa titanica e soprattutto molto costosa.
Lo smaltimento non è, per legge e soprattutto per ragioni di opportunità, affidabile al fai da te ma deve essere effettuato da personale e ditte specializzate.
Attualmente in Italia tutto l'amianto, che non viene illecitamente smaltito, è conferito in discarica.
Conferire l'amianto in discarica significa sotterrare questo materiale e lasciarlo in eredità ai nostri posteri.
Nella nostra Regione non esistono discariche con celle per amianto.
Quanto viene raccolto deve essere inviato ad uno dei centri di stoccaggio dell'isola per poi essere trasportato nelle discariche della penisola.
Attualmente tutto questo "giro dell'amianto" fa lievitare il costo dello smaltimento che varia dai 16 ai 27 euro a metro quadro. Ad un semplice cittadino liberarsi di un singolo recipiente in eternit costa circa 150 euro.
Nella legge regionale sono previsti 15 milioni di euro per un impianto di inertizzazione che tratterebbe il materiale contenente amianto mettendolo in condizione di non nuocere più all'ambiente e alla popolazione.
L'amianto è un materiale dalle incredibili proprietà: facilmente lavorabile, resistente al fuoco, fonoassorbente, resistente ad agenti chimici e biologici, resistente all'usura etc etc, per questo è stato largamente prodotto e utilizzato fino ad una trentina di anni fa.
Attualmente, nonostante la produzione in Italia sia vietata, migliaia di manufatti ci circondano: tettoie, recipienti, fioriere, strati sulle pareti etc etc.
Le nostre città sono piene di cemento amianto, il cosiddetto eternit, che deve essere monitorato nel deterioramento, confinato o smaltito.
Il pericolo, nel suo deterioramento o lavorazione, è conosciuto dai primi del '900: le fibre piccolissime di cui è composto si insinuano nei polmoni scatenando terribili malattie.
Amianto: un rischio potrebbe diventare un'ottima opportunità di lavoro per la nostra provincia?
lunedì 8 settembre 2014
Finalmente, una mattina, in via Palma...
Dopo 2 mesi di disagi ecco che, finalmente, stamattina alcuni operai sono venuti a liberare gli abitanti di via Palma dai calcinacci che circondavano le loro abitazioni.
I disagi non sono probabilmente finiti per queste persone che vivono, praticamente, all'interno del cantiere di Terravecchia.
I cittadini di Agrigento Punto e a Capo sorveglieranno affinchè non venga tolto agli abitanti del quartiere il diritto di vivere in sicurezza nelle loro case.
Gli oltre 90mila euro stanziati per garantire la sicurezza dei lavori devono servire anche a garantire l'incolumità di chi vive a ridosso del cantiere.
sabato 6 settembre 2014
Lo strazio di Palazzo Tomasi
Palazzo Tomasi? Ma dove si trova?
Il palazzo comunale sconosciuto alla polizia comunale.
I vigili urbani sono un corpo importantissimo per il presidio della città ma, per la somministrazione a contagocce del servizio, non riescono a svolgere le preziose mansioni a cui sono preposti.
Capita così che qualcuno noti la porta di Palazzo Tomasi aperta e, nonostante la segnalazione, la porta resti spalancata, aspettando che i ladri completino l'opera.
Pare che la polizia sia intervenuta ma nessuna segnalazione al comune.
Le prime foto della porta aperta arrivano su Facebook all'ora di pranzo, si contatta la polizia comunale già nel primo pomeriggio.
Si cercano alcuni consiglieri.
Le forze dell'ordine intervengono dopo le 18.30 attese da alcuni membri di Agrigento Punto e a Capo che presidiano l'ingresso, sgomenti per le porte accumulate appena dietro l'ingresso che ignoti avrebbero voluto portarsi via.
Uno strazio pensare allo spreco di questo palazzo restaurato a spese della cittadinanza e tenuto chiuso in balia dei ladri che hanno portato via prima lo stemma nobiliare, poi i pluviali e adesso, almeno per quanto è dato sapere, sanitari e termosifoni.
Alla fine, fuggiti i buoi con molte suppellettili, la porta del palazzo è stata "allappazzata".
Perché il palazzo non è stato collegato alla rete elettrica per far funzionare almeno l'impianto antifurto?
Ora si aspetta la conta dei danni.
Chi li pagherà? Tutti noi!!
Perché non è stato utilizzato da quando è stato restaurato?
Lo avevamo chiesto anche noi al sindaco oltre un anno fa.
Ora valutiamo la fattibilità di costituirci come cittadini/parte lesa contro chi permette il continuo degrado del patrimonio comunale.
Siamo tristi e molto arrabbiati per quanto avvenuto.
Ad Agrigento ci sono molte proprieta`comunali inutilizzate.
Pensiamo al museo in
P.zza Pirandello o alla ex caserma dei Vv.Ff. sarebbe il caso che, chi ha le chiavi, ogni tanto andasse a verificare lo stato dei luoghi.
Dietro una porta che sembra chiusa qualcuno puo`commettere reati.
Ad Agrigento ci sono molte proprieta`comunali inutilizzate.
Pensiamo al museo in
P.zza Pirandello o alla ex caserma dei Vv.Ff. sarebbe il caso che, chi ha le chiavi, ogni tanto andasse a verificare lo stato dei luoghi.
Dietro una porta che sembra chiusa qualcuno puo`commettere reati.
infoagrigento:furto palazzo tomasi struttura sempre in abbandono
agrigentooggi: lettera-apc-palazzo-tomasi/
Iscriviti a:
Commenti (Atom)




















































