Il vento soffia nel centro storico di Agrigento: volano parole, crollano i muri.
In questi anni molte famiglie hanno dovuto sgombrare le loro abitazioni e, tutt'oggi, non sono riuscite a rientrare.
Albergo pagato dal comune, vivono con disagio lo sradicamento dal quartiere e la privazione dalle loro cose, vite distrutte! Uomini e donne disperati in una situazione da crepacuore.
Ordinanze, diffide di messa in sicurezza ma nessun piano o progetto per aiutare queste persone a ritornare. Nessuna ricerca di fondi per le famiglie agrigentine del centro storico. La cattedrale, un costone intero, minaccia di cadere trattenuto soltanto dalle preghiere e dalla caparbietà di questo antico edificio abbarbicato sulla collina.
Il centro storico dovrebbe essere restituito, in modo RESPONSABILE, ai suoi abitanti e a chi vuole goderne.
Un abuso di lappazze occupa antiche vie chiuse al traffico, le assi con i fiocchi rossi e bianchi marciscono col tempo e col maltempo o vengono tirate via da chi, esasperato e disperato, non vuole rimanere sequestrato fra mura pericolanti.
Divieti di transito a uomini e mezzi, come è successo in via Alletto, dove una famiglia di emigranti rientrata per le ferie ad Agrigento, stante la segnaletica, non poteva raggiungere la propria casa.
Mentre le polveri di Palazzo Lo Jacono fumano ancora altri edifici si avvicinano inesorabilmente allo stesso destino!
La desertificazione è strumentale? C'è un disegno politico/imprenditoriale per far abbandonare il vecchio nucleo?
Si aspetta che i proprietari si stanchino e abbandonino il centro alla speculazione? Qualcuno comprerà per quattro soldi le Case che racchiudono vita e tradizione delle famiglie agrigentine? Perché non si rende sostenibile l'abitare in centro storico?
C'è chi ha investito i risparmi di una vita intera nella ristrutturazione della propria casa e si è sottoposto alle mille prescrizioni amministrative delle sovrintendenze pur di restare attaccato alle proprie radici.
L'amministrazione non riesce a imporre la messa in sicurezza ai proprietari degli edifici abbandonati e vetusti? Non riesce a risanarli? Sono coloro che abitano nelle vicinanze a dover pagare lo scotto della ignavia amministrativa e sgomberare!
A gennaio in Via Garufo, via Patricolo, via De Castro abbiamo assistito, ancora una volta, all'isolamento di un intero quartiere separato dalle lappazze dal resto della città.
Ancora un mese fa l'intimazione ai proprietari di garantire la pubblica incolumità e alle famiglie degli edifici adiacenti di sgombrare.
Non si può giocare con la vita delle persone.
Magari, paradossalmente, si fanno ordinanze momentanee di divieto di sosta per manifestazioni in vie dove dovrebbe sussistere l'interdizione al traffico pedonale e veicolare per la salvaguardia della pubblica incolumità.
Non si può permettere il "passeggio inconsapevole"! I pericoli devono essere debitamente segnalati! La condizione degli edifici pericolanti deve essere palese, non infidamente celata!
Manca il presidio del territorio, l'attenzione dell'amministrazione. Non si può pregare e sperare che non succeda niente.
Negli anni, carte e interviste piene di parole inutili si sono sovrapposte le une alle altre, edifici quasi costretti a stare in piedi per ordinanze che sfidano le leggi della natura.
Tutto finisce a tarallucci e vino o, più facilmente, a sasizza e vino. Non si teme il pericolo, anzi si sfida la propria fortuna e si accolgono nel pericolo altri, tanti, inconsapevoli.
Il centro storico è l'anima di Agrigento.
Per salvare l'anima, però, prima occorrerebbe mettere in salvo la vita.
![]() |
| da Google maps si vedono i tetti sfondati |
Le ordinanze di sgombero e di messa in sicurezza del luglio 2014:








Nessun commento:
Posta un commento
Per registrare un commento puoi usare il tuo account di Google. Se non ne hai uno scegli utente Anonimo.